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22 febbraio 2006 - Author: velenero - 8 commenti

60tvPrendo spunto da un post pubblicato da Matteo Bordone nel suo blog per integrare una serie di considerazioni su un argomento di cui di solito evito di parlare: la tv.
A Vacis che legge Rilke a Totem, aggiungerei Paolini che monologa vajonteggiando (anche lui mandò in fermento lauditel) ed il teatro in tv in generale (prima che lo relegassero alla terza o quarta serata).
I segnali di una certa voglia di qualità da parte del pubblico ci sono e sono abbastanza visibili; il punto però è un altro: finché si continuerà a dare rilevanza mediatica alla merda, spesso per parlarne male, continueranno a somministracene altra, calda e fumante. Parlatene male, ma parlatene… quanta gente ha basato la propria carriera su questo concetto?
Quanta pubblicità gratuita si continua a fare a gente che meriterebbe di restare nellanonimato? (penso, per esempio, alliniziativa di far diventare ospite fisso il "triccheballacche")
Si dovrebbe fare come fanno a Dispenser: parlare bene di cose che ci sono piaciute ed ignorare totalmente ciò che non ci è piaciuto, perché parlarne non ha senso.

Categories: civitas

Discussion (8 commenti)

  1. In Italia non esiste la sperimentazione.Mi piacerebbe sapere a chi è veramente in mano la direzione artistica delle reti RAI (di quelle Mediaset non parlo perché sono commerciali e facciano un po’ quello che vogliono).Chi decide quali programmi vanno bene e quali no?Lo strapotere del calcio soffoca gli altri sport ma siamo veramente sicuri che la gente non si appassionerebbe ad altre discipline? Secondo me no e la prova ce l’abbiamo sotto gli occhi in questi giorni di olimpiadi con il pattinaggio. La gente ne parla, discute, si informa insomma gli piace. E allora perché fino ad oggi nessuno ha mai sperimentato di mandare in onda le esibizioni?Questo è solo un esempio ma quante cose si sarebbero per sostituire Domenica In, o eliminare Paolo Brosio e Luca Giurato?CiaoProf.Spalmalacqua

  2. ogni mese lascio un obolo a quel pover’uomo di murdoch per la sua sky: ma sono soldi ben spesi.lì vedo ciò che voglio, teatro, cose strane (mai viste alle ghezzi!) e film di ogni genere.ma pago anche il canone e vorrei che anche la rai (mediaset è un coacervo di affaristi lombardi e stop) facesse buona televisione entro le 10 di sera e non alle 2 di notte.massimo

  3. …tempo fa avevo sentito che una parte dei soldi che spendete per il canone RAI vanno a finanziare il canale culturale franco-tedesco ARTE..ma a nessuno è mai venuto in mente di renderlo visibile anche in italia senza dover ricorrere ad aggeggi strani?

  4. io penso che la cattiva televisione sia un concetto relativo e segua le mode come tutto. La Fattoria per esempio è una forma nuova di spettacolo leggero che sostituisce quello che una volta era chiamato varietà.Il GF quest’anno fa schifo. Ma anche Ballarò fa schifo. Il problema è che la televisione la fanno le aziende che vendono i prodotti e vogliono i personaggi sicuri senza nessuna volontà di sperimentare, nè di investire. Di conseguenza ci siamo attestati sui soliti noti e sulla riproduzione ciclica delle trasmissioni. La cosa agghiacciante è che questa logica non è solo delle tv commerciali ma anche della RAI che avrebbe finalità ben diverse. Il discorso è molto lungo ovviamente. Un saluto

  5. Infatti la mia critica è rivolta prevalentemente verso la RAI… ma non credo che serva a molto…

  6. by mucio

    Paralre bene delle cose che piacciono e non parlare delle cose che non piacciono, il pericolo è fare la fine di Mollica che parla bene di qualsiasi cosa

  7. @mucio: e no! è proprio quello il difficile!Mollica ha rinunciato ad avere un senso critico e parla bene di tutto.Io dico che bisogna essere enormemente critici, facendo attenzione a non sprecare le proprie energie intellettuali parlando male degli incapaci.

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