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Cultura vs. nozionismo

13 giugno 2006 - Author: velenero - 16 commenti
epicuroE da qualche tempo che mi chiedo quale sia il ruolo della cultura nella vita pratica di tutti i giorni…
E bello sapere un sacco di cose di musica, citare a memoria frasi di scrittori famosi, ricordare ogni singolo nome dei componenti del cast di un film del 1942… ma a che serve?

Sicuramente serve a far colpo sulla gente… sì, ma dopo?

Quandero uno "studente gaudente" mi capitava di fare sfoggio della mia presunta cultura per intortarmi le ragazzine… loro mi guardavano con sguardo adorante e trasognato, poi mormoravano:

"Ma quante cose che sai…!"

Obiettivo raggiunto… sì, ma dopo?

Quella non è cultura, è nozionismo… per giunta circoscritto solo ad alcune aree del sapere.

La cultura dovrebbe essere unattitudine: la curiosità di saperne il più possibile su più argomenti possibili… ovviamente riconoscendo i propri limiti (io, per esempio, so che non mi addentrerò mai più di tanto nel campo della fisica quantistica) ed utilizzando le nozioni acquisite per migliorare se stessi e rapportarsi meglio con gli altri.

Forse è solo una pippa qualunquista… mi si perdoni il delirio mattutino.

Categories: che tempo fa

Discussion (16 commenti)

  1. by toso70

    “La cultura dovrebbe essere un’attitudine”questa frase, a mio parere, vale più di 100 citazioni.Purtroppo devo dire che nel mio percorso scolastico, a partire dalle elementari fino alla laurea, il nozionismo ha sempre avuto il sopravvento, salvo rare eccezioni…

  2. Ok sono dichiaratamente imbranata!! ehm … volevo mandarti un messaggio pvt dove hai detto tu … (fingo di aver capito dove …) ma ehm … va be’ hai capito no … facciamo finta che sia piu’ cavaliere che sia tu a mandarla a me? (occhioni tristissimi per farti pena) cmq la trovi nel mio profilo … grassiee!!! Carmen

  3. La cultura dovrebbe essere una regola di vità, basata sulla curiosità e sulla voglia di apprendere. Ma ormai non c’è più in giro neanche nozionismo. Basta meno, per intortare certe donne…;-)

  4. vele, forse vale la pena, come al solito sapere bene le cose che più amiamo e però ingolosirsi un po’ di tutto, assaggiando di qua e di là, per mantenere l’appetito. l’attitudine, cioé :) hai ragione tu, in questo senso

  5. by dasca

    secondo me il nozionismo è intrinseco nella cultura..e non è da demonizzare!bisogna capire la cultura in fondo a cosa serve?quanti prof abbiamo incontrato pieni di cultura e privi di umanita?bisognerebbe inventare un termine che definisca chi fa un uso della cultura positivo..a questi battiamo le mani e gli altri li mandiamo a c…!

  6. Personalmente ritengo la cultura una ricchezza personale. Non tanto per far colpo su qualcuno, ma per una mia passione personale. Sartre odiava l’autodidatta e a me non me ne frega niente.Per quanto riguarda la fisica quantistica, se ancora non l’hai fatto, leggi Cosmix bandidos di Weisbecker (che ha pure un sito internet), ti farai delle ricche risate.

  7. @toso: tutti a scuola ci siamo scontrati col nozionismo… il difficile è riuscire ad allontanarsene…@JD: tu ne sai qualcosa, vero? ;) @mucio: a proposito di ferrato, devo ricordarti che soprannome mi hanno messo in certi ambienti? :) essere per il “cul” mi sembra la giusta via di mezzo…@ame: felice di trovarti d’accordo… :) @dasca: secondo me chi è senza umanità non è colto, ha solo accumulato nozioni… credo sia proprio questa la differenza…@Ed: la pensiamo più o meno allo stesso modo…non sapevo che Sastre odiasse gli autodidatti… mi è un po’ scaduto…Leggerò Cosmix bandidos e ti farò sapere…

  8. Uff, a me quelli che per far colpo sulle ragazze cianciano hanno sempre annoiato. Ho sempre preferito un bel bacio a tradimento :D

  9. @isla: non avevo dubbi… :D

  10. by mucio

    Io una volta avevo tutta una serie di frasi per fare colpo, non le ho mai usate, facevano sempre tutto loro… poi sono diventato un po’ più grande

  11. @ Mucio: “facevano tutto LORO”: le ragazze o le frasi? :o

  12. by Hitomi

    Perdonato!!!volevo un gatto neRRRRRRo NeRRRRo NeRRRRRRoNotte

  13. by mucio

    Le ragazze, anche se a me la cosa un po’ scocciava, poi ho capito che vi piace credere che state comandando voi e che ci lasciate il controllo del gioco solo quando volete voi :)

  14. by Babelez

    la cultura non è qualcosa che si sà, che si apprende, è un qualcosa che si è, che si diventa…a volte anche grazie alle nozioni. la cultura non parla, agisce, sulla base delle parole, o pensieri che siano.

  15. by utente anonimo

    fingo di non aver letto il passo 14 e concordo col 15..Sartre va ripassato, comunque a me è sempre scaduto, non mi capacitavo del fatto che un intellettuale parlasse di politica.un conto è schierarsi,un conto è discutere filosoficamente di politica come risposta definitiva (?) alle tue diatribe filosofico-esistenziali..del resto diffido pure di chi manifesta apertamente il suo “credo”..insomma,tutti quegli “accademici” che in curriculum ci mettono pure “area cattolica”..tutte le istituzioni messe in piedi per istruire di pericoloso o fastidioso hanno questo..e poi inciuci con gli editori,un po’ come quelli tra il ministero della salute e le case farmaceutiche,più in basso tra informatori del farmaco (informatori de che? spacciatori, agenti di commercio in missione segreta) e dottorini (gnuranti) della mutua.Secondo me l’essenza dell’apprendimento è la capicità di ascoltare (..assorbire), ed è una questione aperta e misteriosa quella della ricerca sul “come e perchè” delle neuroscienze.che poi a parer mio è la medesima dei buddhisti, solo che al solito in queste cose siamo qualche tempo più crudi..insomma..parlare di “curiosità come motore” è molto ingenuo, troppo semplicistico..un po’ come me quando parlo di mafia e ignoranza dei dottor sottocasa, dimenticando la mia..io se potessi andrei a scuola tutta la vita,e la rimpiango,nel senso che amavo il cadere affascinata di fronte..allora.dico che, di base, certe cose,diciamo “temi”, già ti appartengono..il tuo essere è predisposto per natura evolutiva a “occuparsi di”, ad amare questo e odiare quello.poi è una questione di stile..il tuo cosiddetto “saper parlare”..questa è una delle cose che apprezzo maggiormente in un insegnante..o anche no.può incantare..ma non è certo quello a infuocarti l’animo.quello può spigrirti o rinsaldare la pigrizia perchè,da uditore, di fronte a una bella trama preferisci ascoltare..e magari è un’attitudine esistenziale..alla fine la dicotomia pigrizia/curiosità sì la capisco,ma non è una mia categoria di giudizio sul “me e gli altri”,o “io e la cultura”.l’unica cosa di cui mi importi davvero qualcosa credo sia me, e in quanto me come funziono io,perchè finchè non so di me mai potrò saperne di te..mai baciarti..forse sì.fisicamente..ma senz anhima,come certi studenti senza cervello..gli affascinati..il vortice d’indagine interiore a volte fa venir la nausea,ed è una buona reazione cmq..pensa che i monaci tibbetani hanno classificato delle sfumature dell’anhima, quindi..degli stati d’essere..,indefinibili da una parola nella nostra lingua corrente.manca completamente “il concepire”.per chi concepisce vagamente,è pazzesco.letteralmente.ti possono mancare “fette di linguaggio” incredibili, non hai le parole per dir di te agli altri..qui c’è “triste.felice.adirato.stizzito.orgoglioso.malinconico.curioso.pigro.seducente.strega.rincoglionito.cattivo.mefistofelica.bambino.bella.brutto.simpatico.adorato..”,cose così.loro sanno che l’assunto dell’apprendimento sta nel bagaglio emozionale individuale.mica Sartre..xcui, la base del rapportarsi al mondo “xsapere”,è una condizione,la stessa,per la nostra comparsa qui.é xsapere.sul come e come mai così e pomì,lascio la parola a loro, e mi accontento di generalizzare così sulla questione del “prendere dagli altri xtrovar linfa”.che il campo del sapere copra tutto lo scibile dall’umano..insomma l’esistenza..sì.ma poi può diventare l’esistenza stessa.perfino la tua..io guardo a quelli in ritiro meditativo da anni come delle persone-non-persone più audaci di me..non angeli..ma..direi demoni,rispetto a me..la conoscenza non è forse un’offerta satanica? più ti spingi più ti macchi di perdita d’innocenza.l’immagine pacifica dei tibetani è un progresso per la civiltà umana perchè diamo per scontato quello che loro hanno conquistato folleggiando internamente con 5milioni di Sartre al mese.Bacio

  16. by angela

    Oscar Wilde diceva: “Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno”

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