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Il letargo dei sentimenti

2 settembre 2006 - Author: velenero - 4 commenti
letargo“Il mio vero amore adesso è in Svezia… le altre sono solo zoccolette…”Ero in macchina, tornavo a casa dallufficio, questa frase cominciò a rigirarmi in testa. Non so perché mi tornò in mente; lavevo sentita almeno ventanni prima, in tv, detta da un tizio che aveva insegnato elementi di espressività del corpo a diverse pop star.

Parcheggiata la macchina andai verso il portone e la vidi: era seduta sul bordo del marciapiede. Inizialmente dubitai che fosse lì per me, pensai che stesse aspettando lautobus… ma perché cazzo aspettarlo proprio sotto casa mia?

Quando mi avvicinai, alzò la testa, mi guardò e abbozzò un sorriso timido… quanti anni erano che non ci vedevamo? Almeno tre… e lultima volta era stata proprio lì, davanti alla fermata dellautobus sotto casa mia… ci eravamo salutati come sempre e io le avevo voltato le spalle sapendo che era lultima volta che la vedevo; lei invece non sospettava che quello era il momento esatto in cui avevo deciso di attuare un rigidissimo piano di autodisciplina; questo particolare rendeva il nostro “addio non pronunciato” ancora più triste.

E ora la ritrovavo lì ad aspettarmi.

Era rimasta uguale, era come se per lei quei tre anni non fossero passati… io invece ero diverso; in seguito mi avrebbe confessato che aveva stentato a riconoscermi, sembravo più giovane, davvero in forma.

“Ciao…” le dissi.

Rimase a guardarmi in silenzio, con quel sorriso timido fisso in faccia.

“Dai! Vieni su… ti preparo un caffè…”

“Temevo che mi avresti mandata a cagare…” disse. Il suo sorriso divenne più radioso.

“Quelle sono cose da te, non da me…”

Mentre preparavo il caffè, lei stava seduta al tavolo della cucina, si era accesa una sigaretta; aveva disposto sul tavolo diverse cose: il cellulare, le chiavi, le caramelle senza zucchero di cui si abbuffava… era una sua caratteristica peculiare, era come appropriarsi di uno spazio inizialmente ostile, marcava il territorio… e appoggiava la sigaretta nei posti più improbabili tranne che sul bordo del posacenere.

Versai il caffè e mi sedetti accanto a lei; restammo per un po in silenzio… io a fissare la mia tazzona nera con la scritta Koffie e lei a guardare le spire di fumo prodotte dalla sua sigaretta.
Non aveva mai avuto spirito diniziativa, sapevo che se non avessi cominciato io a parlare, saremmo rimasti in silenzio per ore. Avrei voluto chiederle a cosa dovevo quella visita, ma optai per qualcosa di meno impegnativo.

“Hai cambiato marca di sigarette…”

“Sì… le Lights non le sentivo più… così sono passata ad altro… un po come hai fatto tu con me…”

Glielavevo servita su un piatto dargento.

“Tu per me non sei mai stata una marca di sigarette… lo sai benissimo… e non sono passato a altro, ho solo fatto quello che era più giusto per entrambi, per quanto doloroso… pensavo che lavessimo chiarito qualche anno fa…”

“Per quanto doloroso…? Che ne sai tu di quanto possa essere stato doloroso? Dalloggi al domani mi hai fatto mancare la terra sotto ai piedi… mentre tu… accumulavi successi professionali, ogni settimana conoscevi una tipa nuova, realizzavi la tua vita…”

“Forse la realizzavo perché avevo voglia di amministrarla, invece di farmela scivolare addosso…”

Si alzò di scatto dalla sedia e cominciò a picchiarmi… sulle spalle, sul petto…

Alzandomi anchio dalla sedia, le afferrai entrambe le braccia; i nostri sguardi sincontrarono per un attimo lunghissimo. Avrei voluto baciarla come non avevo mai fatto, ma mi limitai a farle una domanda.

“Cosa sei venuta a fare qui?”

“…a vedere se cera ancora qualcosa da salvare tra le macerie del nostro rapporto.”

Restammo in silenzio, poi feci un sospiro.

“Il mio vero amore adesso è in Svezia… le altre sono solo zoccolette…” dissi.

Abbassò lo sguardo, si divincolò, cominciò a raccogliere tutte le sue cose e a metterle in borsa.
Se ne andò sbattendo la porta. Non la rividi mai più.

(Ispirato ai racconti di Igort)

Categories: storielline zen

Discussion (4 commenti)

  1. by puket

    “per quanto doloroso”. Odio questa frase. La odio.S.

  2. sai che c’è qualcosa di perverso in tutto ciò, vero?lascia perdere la svezia…dai retta al buon vecchio alex.

  3. ohccazzoohccazzocazzo…hai mai pensato che potesse essere lei in svezia?

  4. 3 anni di meditazione per poi tornare a vedere se c’era qualcosa da salvare? alle volte anche il giorno dopo è troppo poco ma altre volte si aspetta anche una vita …mha’ .. quel che deve accadere accade cmq e sempre!Buon inizio di settimana .. il mio inizia come sempre in modo pigro!Carmen

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