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Soddisfazioni da blogger

31 ottobre 2006 - Author: velenero

SaffoE’ con un certo orgoglio e con molta emozione che scrivo questo post.

Stamattina, appena loggato nel pannello di controllo di WordPress, ho dato un’occhiata alla lista dei link in entrata (per i non utenti di WordPress: questa piattaforma segnala in automatico la lista dei blog che citano il tuo blog, prendendo i dati da Technorati) ed ho scoperto di essere stato citato in uno dei blog più autorevoli ed influenti della blogosfera mondiale.

E’ evidente che si tratti di un BOT… Chissà se ci sono gli estremi per una denuncia, visto che non mi si attribuisce la paternità del post…?

15 commenti - Categories: autoreferenziale, vita da blogger

Velenero Gadgets – 3

30 ottobre 2006 - Author: velenero
portachiavi

Portachiavi in legno di noce a forma di bara, gadget promozionale di un’impresa di pompe funebri.

24 commenti - Categories: gadgets

Au naturel

27 ottobre 2006 - Author: velenero

acqua&saponeCi sono donne che si presentano in pubblico “in tiro estremo”, convinte di essere chissà che… mi chiedo a che ora si svegliano la mattina per cominciare l’opera di restauro… fondotinta, phard, matita per gli occhi, mascara, rossetto… ma, nonostante i numerosi strati di calcestruzzo che si spalmano in faccia, si vede chiaramente che sono butterate.

Ci sono donne che mettono solo un filo di trucco, giusto per dare un po’ di colore al viso…

Ci sono donne che senza trucco sarebbero splendide, ma si ostitano a truccarsi, convinte di migliorarsi… e hai voglia a ripetere loro che il trucco le involgarisce…

E poi… ci sono donne che a 30 anni se ne fregano di truccarsi ed ostentano una pelle freschissima… stenti a credere che abbiano 30 anni e con il loro splendore mettono in ombra tutte le altre.

Io ho la fortuna di essere abbagliato tutte le mattine da una creatura così radiosa… ed è il modo più bello di cominciare la giornata.

Update: mi rendo conto solo ora che la conclusione del post potrebbe far pensare che esso sia dedicato alla mia “fidanzatina”… purtroppo no… sono ancora “splendidamente” single… perciò, commentatrici donne, frenate i vostri propositi suicidi… VELENERO è ANCORA DISPONIBILE!

19 commenti - Categories: costumi, pleasant frapperies

Orosco-Post

26 ottobre 2006 - Author: velenero

oroscopoDi tanto in tanto, quando non ho proprio niente di meglio da fare, mi capita di leggere l’oroscopo, ma non uno qualunque, quello di Rob Brezsny (qui la traduzione italiana).

Non nego che sia estremamente gradevole da leggere e che dia qualche interessante spunto di riflessione… ma, diciamocelo in faccia, gli oroscopi sono una gran stronzata.

Proviamo ad andare indietro nel tempo, siamo ad Hiroshima, è il 5 agosto del 1945 (il giorno prima dell’esplosione della bomba atomica lanciata dagli americani)… sarei curioso di sapere cosa c’era scritto nei giornali, nella pagina dell’oroscopo per il giorno dopo: “DOMANI GIORNATA ESPLOSIVA!” per tutti i segni zodiacali?

Chi difende la bontà degli oroscopi, obietta dicendo che l’astrologia non prevede il futuro ma, grazie allo studio del quadro astrale al momento della nascita dell’individuo, riesce a stabilire quale sarà la sua indole (influenzata dai pianeti), quali saranno le sue prospettive di vita ed il suo modo di porsi di fronte a certe situazioni… e poi non si dovrebbe dimenticare che il segno zodiacale è un po’ il corrispettivo della sigla della provincia di appartenenza di una targa automobilistica, oltre a quella servono anche i numeretti… nel nostro caso, invece, serve calcolare l’ascendente e la posizioni dei vari pianeti al momento della nascita.
Sì, va bene… ma facciamo un altro piccolo salto indietro nel tempo: al liceo, nella mia classe, c’erano un ragazzo ed una ragazza che avevano la mia stessa data di nascita… stesso giorno, stesso mese, stesso anno… l’unica cosa diversa (ma non ne ho la certezza) era l’orario di nascita… quindi il nostro quadro astrale era incredibilmente simile e, in teoria, dovevano essere simili anche i nostri caratteri… nulla di più falso: lui era un coglione, lei un’idiota ed io… io… beh, dai, mi conoscete… giudicate voi…

La cosa peggiore è quando si ha a che fare con perfetti sconosciuti che credono ciecamente agli oroscopi e cominciano a giudicarmi in base al mio segno zodiacale.

Ecco alcuni esempi di frasi che mi sono state dette da luminari dell’astrologia:

“Ah! Sei uno scorpione! Allora devi essere proprio un gran rompicoglioni…!”

“No, Paco… non te la do… perché voi scorpioni seducete e abbandonate…”

“Siete incazzosi, voi scorpioni… dai, fammi una scenata di quelle che sapete fare voi…!”

La lista potrebbe proseguire… ma il punto è come comportarsi davanti a certe affermazioni?

Io di solito li assecondo, come si fa coi pazzi… un paio di volte ho provato a contraddirli… non l’avessi mai fatto! La reazione è stata simile alla bomba su Hiroshima…

E allora che faccio? Mi armo di pazienza, sto zitto e li assecondo… (alla faccia di chi dice che gli scorpioni siano impazienti, logorroici ed intolleranti)

21 commenti - Categories: costumi

Tonta:

25 ottobre 2006 - Author: velenero

sostantivo femminile; indica una donna la quale non riesce a cogliere che le si è fatto un garbato complimento circa il suo aspetto fisico.

18 commenti - Categories: vocabolario

La Marianna la va in campagna…

- Author: velenero

lavandaiaAvevo il sospetto che la blogosfera italiana fosse un ambientino da lavandaie e, di recente, ne ho avuto la conferma.

La mia discutibile morale mi impone di comportarmi da Signore anche in situazioni che non meriterebbero tanto spreco di Classe.

E di solito, nella blogosfera come nella vita, la Classe non viene capita. Ci si chiede il perché di alcuni “strani comportamenti”.

Certi vaffanculo possono anche essere sottintesi, ma non tutti hanno la raffinatezza mentale di coglierli.

6 commenti - Categories: criptico, uso privato di blog pubblico

I racconti di zio Velenero (6): La zingara

24 ottobre 2006 - Author: velenero

raccontiI’m no superstitious, I have no doubt
That there’s a reason, how things turn out
While things are changin’ from day to day
I’ll keep this feelin’ with me all the way

Europe – Supersticious

Premessa: io non sono superstizioso… anzi, diciamo pure che le persone superstiziose mi infastidiscono alquanto… se a questo aggiungiamo la mia natura ‘bastiancontraria’ ed il mio smodato gusto per la dissacrazione, non si dovrebbe fare fatica ad immaginarmi che passo di proposito sotto una scala ogni volta che mi si presenta l’occasione, inseguo gatti neri affinché mi attraversino la strada e rompo specchi con inusitata leggerezza.

Era la primavera nel 1993, avevo preso la patente da qualche mese. Di tanto in tanto, riuscivo a convincere mia madre a prestarmi la sua macchina per andare a scuola, la pacheggiavo davanti alla finestra della mia classe (che stava al piano terra) ed entravo direttamente da lì… un gesto da sbruffone… ci mancava solo che dicessi:

La mia giacca di pelle di serpente rappresenta la mia individualità, è la mia fede personale nella libertà.*

Era una delle primissime giornate raggianti di primavera, di quelle in cui non c’è una nuvola, il cielo è di un blu compatto e si ha l’irrefrenabile istinto di arrotolare le maniche della camicia perché comincia a fare caldo.

Davanti al portone della scuola, mentre ero ancora in macchina, vidi il Marchese. Ci bastò uno sguardo e capimmo che la pensavamo allo stesso modo: eravamo giovani, ormonati e motorizzati… non potevamo sprecare quella giornata andando a scuola. Molto meglio andare sul lungomare a fare i cretini con le patatine che avevano avuto la nostra stessa pensata.

Sì, non c’erano dubbi… quella era una giornata da intorto spinto… ma c’è solo una cosa che, a quell’età, ha la priorità persino sulla vulva: una massiccia dose di zuccheri.

C’era un bar in mezzo al nulla, si chiamava La Cittadella ed era gestito dal padre della mia amica I.; come faceva un bar in mezzo al nulla a fare affari? Semplice: faceva il gelato più fottutamente buono dell’intero universo… pochi gusti, ma incommensurabilmente buoni…

Non ci si poteva arrivare direttamente con la macchina, era necessario fare un pezzo a piedi. Una volta arrivati in questo immenso parcheggio costruito in mezzo al nulla (una delle tante cattredrali che abbelliscono il panorama del Mezzogiorno d’Italia), il Marchese si offrì volontario di fare lui il pezzo a piedi.

Rimasi in macchina ad ascoltare la radio e a perdermi con lo sguardo in quel cielo così limpido.

D’un tratto, nel pacifico silenzio del nulla, tuonò una voce cantilenante:

“Ciao bellu fijiolo… tanda gioia e tanda furtuna…”

Era una zingara completamente vestita di nero, dall’età indefinibile, teneva nella mano sinistra un mazzetto di santini e con la destra me ne mostrava uno raffigurante Sant’Antonio da Padova.

Velenero: Ehm… grazie…

Zingara: Facci ‘n’offerta a Sand’Andonio, bellu fijiolo… ca ti porta tanda gioia e tanda furtuna…

Velenero: Lo farei molto volentieri, ma sono uno studente… non ho soldi…

Intanto maledicevo il Marchese per essersi offerto volontario.

Z: Dai, nun ti fare pregà… facci ‘n’offerta a Sand’Andonio ca ti tiene sempre in salute e allondana tutt’ le malatie…

V: Sì… ne sono certo… ma, come le dicevo, non ho soldi… sono uno studente…

Le invettive contro il Marchese diventavano più potenti… perché cazzo ci stava mettendo così tanto?

Z: Vabbè… nun ci vuoi fare l’offerta a Sand’Andonio… allora damm’ la mano ca ti leggo lu futuru…

V: Guardi, la ringrazio, ma io in queste cose non ci credo… quindi… faccia come se avessi accettato…

Z: Ma che è? Tieni paura ca ti taglio la mano? La zia è buona… la zia ti vuole tando bene e ti porta tanda gioia e tanda furtuna… facci ‘n’offerta a la zia, ja…!

V: Ehm… uh… sono lusingato dall’affetto che lei nutre nei miei confronti, nonostante io sia un perfetto sconosciuto… ma, le ripeto: non ho soldi…

Z:…

Attimo di silenzio. E’ fatta! – penso – Adesso si leva dai coglioni!

Z: Non ci vuoi fare ‘n’offerta a Sand’Andonio?

V: no…

Z: …

Silenzio.

Z: Non ci vuoi dare la mano a la zia ca te la leggo?

V: NO.

Z: …e allora pìglite tutta la sventura ca ci sta in questo posto! Tiè! Tiè! Tutt’a te!

Si accompagnava con gesti delle mani, mimando l’atto di raccogliere qualcosa d’invisibile per poi gettarmelo addosso.

Fatto ciò, si allontano con passo lento.

Dopo qualche istante, tornò il Marchese con due coppette di gelato.

V: Quanto cazzo ci hai messo?

M: Non aveva il resto… ha dovuto forzare lo sportellino del videogioco che ha nel bar e mi ha dato il resto di 10000 lire in monetine…

V: Ah…. figata! Quindi adesso ogni tuo movimento sarà accompagnato da un simpatico *truc truc*…!

Mentre mangiavamo il gelato seduti in macchina, con gli sportelli spalancati e la radio a palla, raccontai al Marchese del mio incontro con la zingara.

M: Maddài! E alla fine ti ha pure lanciato una maledizione…?

V: Aahahahahah! Sì…! Dovevi vederla come si affannava a raccogliere tutta la sventura nell’aria per poi lanciarmela addosso…!

M: Aahahahahah! Cazzo! Quanto avrei voluto assistere a questa scena…!

V: Aahhahaha!

M: Ahahahaha!

Finito il gelato, accendo la macchina, faccio per ingranare la prima… e la leva del cambio mi rimane in mano, completamente divelta.

10 commenti - Categories: i racconti di zio velenero

Il Marc’Aurelio azzoppato

23 ottobre 2006 - Author: velenero

veltroniHo aspettato che la “festa” finisse prima di dire la mia sulla manifestazione romana fortemente voluta dal sindaco Veltroni.

Per mesi si è parlato di “Roma contro Venezia” (sembra quasi il titolo di un film…), ci sono state battutine e battutacce, ci sono state giustificazioni del tipo: il festival di Venezia si occupa di “arte” cinematografica, quello di Roma vuole essere una manifestazione “popolare” (quanto mi infastidisce l’uso improprio di questa parola…).

A mio parere, di “strettamente” popolare in questo festival c’era davvero poco… a Roma si è svolta una brutta copia caciarona del festival di Venezia che, con tutti i suoi difetti e le sue carenze infrastrutturali, ha comunque una tradizione pluriennale in curriculum.

Se c’erano tutti questi soldi da spendere, perché non investirli nel potenziamento della Biennale?

Oppure, se proprio si sentiva la necessità di un altro festival cinematografico in Italia, perché farlo proprio in una grande città come Roma, che ha già le sue attrattive? Perché non organizzarlo in una delle tante “zone depresse” d’Italia, provando a creare una corrente di interessi culturali ed economici?

Quando sento la parola cultura, metto mano alla carta igenica. 

13 commenti - Categories: varie