Partiamo facendo una serie di premesse: secondo me Quentin Tarantino non è un grande regista, è mostrusamente sopravvalutato; così com’è sopravvalutato Pulp Fiction.
Il grande pregio di Tarantino è quello di essere un ottimo sceneggiatore, sa come raccontare una storia, come incastrare i vari pezzi e farli funzionare… da questo punto di vista il suo capolavoro (nonché il suo film che preferisco) è Jackie Brown.
Detto ciò, Grindhouse – A prova di morte è un film lungo. E questa è una cosa imperdonabile per un cineasta che ha sempre fatto del ritmo della scrittura cinematografica il suo cavallo di battaglia.
Il film avrebbe avuto un senso se distribuito in sala nella forma di double feature, ma estrapolato da quel contesto, si trasforma in una bizzarria metacinematografica diretta non si sa esattamente a chi.
Il fatto, però, che in un solo weekend sia riuscito a schizzare al secondo posto della classifica dei film più visti, la dice lunga sul pubblico italiano: a loro basta leggere “Quentin Tarantino presenta” nei titoli di testa o sul manifesto del film, il resto non importa.
Aspetto di vedere “l’altro” Grindhouse, quello di Rodriguez, sperando che funzioni meglio di questo.



guarda io l’ho visto e mi è piaciuto un sacco…gusti
11 giugno 2007 @ 08:04a me è piaciuto, anche se ho faticato nella prima parte.
Geniale rimettere i due cowboy che discutono dell’omicidio.
11 giugno 2007 @ 08:12D’accordo sulla regia e sul modo di raccontare, ma gli italiani non sono responsabili delle scelte editoriali, no?
jackie brown spacca…
11 giugno 2007 @ 08:48Tu non sai quanto sono d’accordo con te!
Non capendone molto di film, regia, fotografia & similia ho sempre pensato di non riuscire a farmene una ragione. Ma se lo dici (anche) tu posso andare un po’ più sicuro nei miei giudizi (sempre assolutamente personali, ovvio).
11 giugno 2007 @ 11:13Ho scordato il quote…
Parlavo della sopravvalutazione di Quentin.
11 giugno 2007 @ 11:15non so perchè ma anche io avevo il sospetto che non fosse questo granchè. ciò nonostante, andrò a vederlo ugualmente.
11 giugno 2007 @ 11:44ti farò sapere!
Tarantino sopravvalutato… Nooooo!! Questa non me la dovevi fare Veleno, questa proprio nooooooooooooooooooooooooooo!!!
11 giugno 2007 @ 12:59…Tarantino chiii ???
Se anche lui è stato contagiato dal morbo del “film lungo e palloso” non merita più il mio rispetto…
W George Lucas forever, che almeno è capace di includere una saga infinita come quella di Star Wars in film dinamici di uno’ora e mezza !!!
11 giugno 2007 @ 13:26Vele, già al secondo capoverso ti sei guadagnato la mia incondizionata ammirazione!
11 giugno 2007 @ 16:07Jackie Brown è un film sottovalutato.
E Pulp fiction è bello, ma non è migliore!
Ora leggo il resto, ma questo commento te lo lascio-..
Invece a me non è dispiaciuto.
11 giugno 2007 @ 16:09Con Tarantino tendenzialmente entri in un modo regolato dal paradosso e dall’eccesso.
Ti fai prendere per mano e ti fai raccontare una storia allucinata che sembra ambientata in un modon quasi reale ma parallelo.
IO mi sono divertita e parecchio ma non è un grande film.
anche il mio preferito è jackie brown.
11 giugno 2007 @ 19:44Finalmente! … ecco quello che volevo sentire!
…i giovani universitari lodano Tarantino ed ho rischiato il linciaggio una sera in cui proclamai: Tarantino è sopravvalutato, ed è ( pensiero elaborato dopo aver visto Kill Bill) comunque troppo presto per lui per diventare uno di quei registi che gongolano e girano film autoreferenziali ( solo a Truffaut era permesso!).
Ho seriamente rischiato il di restarci secca.
Lo splittamento in due dicono sia un’idea dei produttori, dopo che il formato Double Feature ha floppato alla grande in uscita negli States…ma anche qui: Tarantino e Rodriguez ( detto anche “l’uomo fatto in casa”) che danno ascolto ai produttori???
Andrò a vederlo, ma le mie perplessità verranno con me…
Per concludere anche Jackie Brown era lunghino…in ogni caso hai ragione: porto ancora rispetto a Tarantino per la sceneggiatura dei suoi film e per alcuni dialoghi ( Le Iene e Pulp Fiction su tutti ) che sono davvero magistrali…personalmente non riuscirei mai a scrivere periodi tanto lunghi, continuando a tenere il filo del discorso e dandogli anche un senso compiuto.
Ave!
NoiVoiLoro
12 giugno 2007 @ 09:06Adoro Jackie Brown e Kill Bill, il primo.
I due estremi di quello che, comunque, rimane un grande regista.
P.S.: quando vedo Grind House ti dico se mi piace o meno…
12 giugno 2007 @ 14:27La settimana scorsa (il 4 giugno) avrei voluto vedere il film oggetto di discussione, ma i vostri commenti mi hanno scoraggiato.. e poi ero troppo triste perchè un mio caro amico ha dimenticato per l’ennesima volta il mio compleanno…
13 giugno 2007 @ 17:24P.S. Tarantino ha un suo perchè: “Kill Bill” è un capolavoro!!
Assolutamente, concordo con il tuo giudizio. Un pippone pretenzioso e ridicolo che gioca troppo col metacinema e l’(auto)citazionismo. Eppure, Kill Bill aveva un suo perché… pura estetica, ma di classe.
Sicuramente lo split della double feature ha avuto la sua parte di colpa. Ma l’idea era debole già di suo. Aspettiamo Rodriguez.
14 giugno 2007 @ 11:02Ciao Velenero, complimenti per il tuo blog.
17 giugno 2007 @ 21:09Voglio dire la mia. Io non credo che Tarantino sia sopravvalutato: credo sia un grande regista. Credo invece che Rodriguez sia uno qualunque.
E non credo neanche che gli piacciano poi così tanto Di Leo e Sollima; gli piacciono invece Antonioni e Visconti.
Il problema di Tarantino è lo steso di Lars von Trier: d’improvviso sembra che questi autori parlino un nuovo Verbo: poi, dopo un po’, la cosa si sgonfia: è difficile dire perchè…
Comunque, secondo me, non si può valutare serenamente Tarantino se prima non si è visto “Rapina a mano armata” di Stanley Kubrick… e attenzione alla pubblicistica su Tarantino: è spesso superficiale, agiografica, e dice cose sbagliate.
oibò, avrò esagerato!
@Thelenis: mi sa che diciamo la stessa cosa… quando dico che Tarantino è sopravvalutato, mi rifersco proprio al fato che qualcuno gli attribuisca la paternità di un nuovo Verbo…
18 giugno 2007 @ 08:56[...] Post di Velenero: Partiamo facendo una serie di premesse: secondo me Quentin Tarantino non è un grande regista, è mostrusamente sopravvalutato; così com’è sopravvalutato Pulp Fiction. [...]
18 giugno 2007 @ 12:05A me è piaciuto DI BRUTTO.
Va preso per quello che è: un omaggio all’epoca di quei film d’inseguimenti su macchine, le varie serie anni 70, etc. La patina invecchiata della pellicola, il montaggio “rovinato” fanno parte di questo omaggio.
E’ un’ode alle balle delle donne, si capisce benissimo alla fine con le donnette dei titoli di coda, ed infatti l’eroe è morto proprio per quello: non ha capito che le donne in 30 anni sono cambiate, ed ora fanno le stuntwomen!
Insomma Paco, aspettiamo l’altro film, ma non dirmi que questo qua fa cagare, è un capolavoro. Riguardatelo e riparliamone.
26 giugno 2007 @ 14:54Spora
@spora: io non ho detto che fa cagare… dico che così com’è è un film lungo e il discorso dell’omaggio sarebbe stato più plausibile e “forte” se i due episodi fossero stati distribuiti anche in Europa nella versione “double feature”…
27 giugno 2007 @ 10:01ah
27 giugno 2007 @ 13:21perché in Italia l’altro film non ve lo mollano, eh?
@Spora: ce lo mollano a settembre in separata sede…
da voi invece li hanno distribuiti in parallelo?
27 giugno 2007 @ 13:24