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Scusa, ma…?

31 gennaio 2008 - Author: velenero

Ho appreso con un certo stupore che l’altro ieri, in un liceo bolognese, il tempo si è fermato perché arrivava Raul Bova a promuovere il suo fantastico film diretto da Federico Moccia (uno che sta al Cinema come i suoi libri stanno alla Letteratura).

A quanto pare la scuola è stata pagata per "ospitare" questo enorme spot pubblicitario e, sembra, che non si siano neanche preoccupati di camuffare la cosa spacciandola come un incontro ad alto tasso istruttivo o cose del genere.

Alle ragazzine (e alle insegnanti) che sbavavano per Bova interessava poco dell’interruzione di pubblico servizio… dopo tutto, l’importante è che il bilancio della scuola chiuda in attivo.

9 commenti - Categories: civitas, costumi

Lo sapevate che…? #2

25 gennaio 2008 - Author: velenero

L’espressione plumcake (o "plum cake") è un’invenzione italiana e non ne esiste traccia nella cultura anglofona.

L’ho scoperto cercando il perché del nome, che letteralmente significa "dolce di susine"…

L’unica cosa che vagamente gli si avvicini è il "Pound Cake", che deve il suo nome al fatto che la ricetta prevede la presenza di una libbra di ogni ingrendiente (pound = libbra).

Ora, però, provate ad immaginare che bomba calorica assurda dev’essere un dolce fatto rispettivamente con una libbra di: farina, burro, uova, zucchero.

Cioé… una libbra sono 453,59237 grammi…!!!

…e invece in Italia il plum cake  è visto quasi come una merendina dietetica…

A questo punto potrei raccontare anche i segreti che si nascondono dietro al Pancake, ma questa è un’altra storia…

7 commenti - Categories: lo sapevate che...

Le confessioni #2

24 gennaio 2008 - Author: velenero

Confesso che quando Stella m’invitò a cena a casa sua per mangiare il suo fantastico "rollè di vitello ripieno di tocchetti di pesca", approfittai del momento in cui lei si alzò dalla tavola per andare a prendere l’apribottiglie e  svuotai le mie fette di  rollè  dai tocchetti di  pesca e li misi nel suo piatto.

Il rollè, però, faceva cacare lo stesso.

2 commenti - Categories: confessioni

Ierofania

23 gennaio 2008 - Author: velenero

Premesso che  il concetto di "libri venduti a peso" sia la morte della Cultura, può però capitare di trovarsi a spulciare tra le cataste di libri impolverati, provare una forte gioia e cominciare a pensare che forse dio esiste…

7 commenti - Categories: civitas, costumi

FFF2008 – Report (2)

22 gennaio 2008 - Author: velenero

17 gennaio 2008

Gamera Chisaki Yusha-Tachi (Gamera il coraggioso) di Ryuta Tasaki, Giappone, 2007

Il ritorno della tartaruga gigante più famosa del mondo in un film prevalentemente rivolto ad un publico di giovanissimi, ma che riesce a coinvolgere anche gli adulti. Introdotto da un raffinatissimo prologo in cui si celebrano le ingenuità delle pellicole di mostri degli anni 60/70, questo film prosegue praticamente sulla falsariga di E.T. e di tanto altro cinema americano (ragazzino + mostriciattolo), senza però scadere nella retorica tipica di quel filone. Tra gustose citazioni e gag irresistibili si arriva allo scontro con la lucertola gigante Zedus.

18 gennaio 2008

Tekkonkinkreet – Soli contro tutti di Michael Arias, Giappone, 2007

Annunciato come uno degli eventi principali di questa edizione del festival, il film colpisce dal punto di vista visivo, ma non emoziona. Splendidi disegni e scenografie da urlo, ma questa storia di due fratellini che vivono per strada e che si mettono contro la criminalità organizzata non coinvolge, trascinandosi per due ore, tra sequenze d’azione e momenti che vorrebbero essere intimisti.

19 gennaio 2008

Film Noir di Jud Jones e Risto Topaloski USA-Serbia, 2007
Come suggerisce il titolo, si tratta di un omaggio al genere noir: uno smemorato si sveglia accanto al cadavere di un poliziotto; tra inseguimenti, donne fatali e sparatorie, dovrà riuscire a capire chi era e chi è diventato.

La particolarità di questo film sta nel fatto che è un film di animazione 3d in cui si batte una strada alternativa a quella del fotorealismo della Pixar e di altri studi. Il raffinato uso del bianco e nero (con alcuni sprazzi di colore) viene messo al servizio di una storia tesissima che coinvolge lo spettatore fino a risucchiarlo.

Ge Ge Ge No Kitaro (Kitaro – The Movie) di Katsuhide Motoki, Giappone, 2007
Kitaro, un abitante del mondo degli Yokai, gli spiriti giapponesi, è affascinato dagli esseri umani, tanto da prenderne le difese. Si troverà coinvolto nella ricerca di una pietra magica insieme ad una ragazza ed un bambino umani, ostacolato dalle perfide volpi.

Questo adattamento live action dell’omonima serie  a fumetti horror-grottesca di Shigeru Mizuki è un’occasione mancata di dare corpo alla visionarietà delle tavole disegnate, cercando di bissare il successo di Great Yokai War di Miike Takashi.

Black Sheep di Jonathan King, Nuova Zelanda, 2006
Affetto da ovinofobia (paura delle pecore), Henry torna nella fattoria di famiglia, dove suo fratello finanzia esperimenti genetici tesi alla creazione di una nuova razza di pecore. Quando due ambientalisti liberano per errore un agnello affetto da uno strano virus, migliaia di pecore si trasformano in predatori assetati di sangue. Una folle commedia horror che si basa su un’idea di una semplicità e di una genialità disarmante: prendi un film di zombi e sostituisci gli zombi con le pecore.

20 gennaio 2008

Vexille di Fumihiko Sori, Giappone, 2007
Nel XXI secolo lo sviluppo di robot si è espanso enormemente quando si viene a sapere che il Giappone sta sviluppando una nuova arma di distruzione di massa, un’unità speciale, la Sword, è incaricata di scoprire cosa sta accadendo. Dal produttore di Appleseed e il regista di Ping Pong, un enorme dispiegamento di mezzi per un film che non sa che strada prendere.

Nessun commento - Categories: varie

FFF2008 – Report (1)

17 gennaio 2008 - Author: velenero

Il Future Film Festival compie 10 anni. Niente multisala Capitol quest’anno, ma proiezioni equamente suddivise fra tre sale nel centro di Bologna: il Manzoni, il Jolly e l’Europa.

15 gennaio 2008

Durante la serata iniziale, la partecipazione del pubblico è stata massiccia (sarà che l’ingresso era gratuito…) per assistere alla proiezione di

Wood & Stock: Sexo, Orègano e Rock’n Roll di Otto Guerra, Brasile 2006

Wood e Stock sono due hippy di mezza età, per nulla "sincronizzati" con il mondo contemporaneo; uno dei due ha famiglia, l’altro è mantenuto dal padre. La morte del vecchio darà la spinta ai due per provare a realizzare un loro vecchio sogno: mettere su una rock band e vincere  un premio canoro.

Ispirato ad una striscia underground brasiliana, è un ottimo film realizzato prevalentemente con tecniche tradizionali e con un uso discretissimo della computer graphic.

16 gennaio 2008

La Antena di Esteban Sapir, Argentina, 2007
Un’intera città è rimasta senza voce. Sembra che le uniche cose a contare siano i programmi televisivi, gli incontri di boxe e degli strani biscotti a forma di spirale. Mr. TV, proprietario del canale televisivo, ha creato una macchina che sottrarrà alla gente l’unica cosa che è rimasta loro: le parole.

Film "muto" nel senso più squisitamente diegetico, è un complesso omaggio al cinema delle origini, alle fantasmagorie di Georges Melies ed all’estetica degli espressionisti tedeschi. Salvo un uso un po’ gratuito di certi simboli contrapposti (svastica e Stella di David), una vera gioia per gli occhi.

 Hakujaden (Il serpente bianco) di Taji Yabushita, Giappone, 1958

Si tratta del primo lungometraggio d’animazione a colori della storia giapponese e primo film della Toei Doga; uno sforzo produttivo ed economico notevole per l’epoca. Si ispira ad una leggenda della tradizione cinese: la contrastata storia d’amore tra il giovane Hsu Hsian e la bella Pai Niang, incarnazione umana di uno spirito serpente.

1 commento - Categories: eventi, l autre visage du cinéma, scaffali