Menu

Autista

Vendi la tua anima ad Aladar FFM:

MEEZ

Meez 3D avatar avatars games

Categorie

Archivio

Contatori

© 2012 BlogName - All rights reserved.

Firstyme WordPress Theme.
Designed by Charlie Asemota.

L’intorto ai tempi del web 2.0

20 marzo 2008 - Author: velenero - 10 commenti

L’altra sera, riordinando i dati contenuti in un mio vecchio hard disk, ho trovato una foto che ha attivato una cascata di ricordi…

(parte l’analessi)

Era una di quelle domeniche in cui, alla sera, mi rilassavo ascoltando Radiosglaps della mia adorata Fran; contemporaneamente, interagivo con gli altri ascoltatori e con la conduttrice in chat (prodigi della webradio). Ad un tratto, entra una tipa che non conoscevamo e comincia ad interagire anche lei.

Il suo modo di pensare ed il suoi gusti musicali m’intrigavano, così, usando una tecnica segreta inventata da Johnny Durelli, me la porto a chattare in privato.

Chiacchieriamo ancora un po’ e, al momento giusto, le chiedo se mi mostra una sua foto, visto che lei aveva già visto le mie in uno dei tanti social network che ci sono in rete.

"Perché vuoi una mia foto??? – dice – Così se sono un cesso, smetti di rivolgermi la parola???"

Questa reazione mi spiazza alquanto, ma io non mi scompongo e le dico che non è nella mia natura comportarmi così… e che è solo perché mi piace sapere che faccia ha la gente con cui chatto…

La tipa è ancora diffidente, ma promette che l’indomani mi manderà una foto…

Il giorno dopo, mentre sono in ufficio, entro nella mia casella di posta e trovo la foto…

Ora… mi sarebbe piaciuto pubblicarla ‘sta foto… ma mi beccherei una denuncia…  quindi proverò a farne una descrizione dettagliata:

La prima cosa che attira l’attenzione in questa foto sono gli occhi… lo sguardo è simile a quello dei bovini in un prato quando guardano un treno che passa…

Seconda cosa: i lobi delle orecchie… dire che sono enormi è riduttivo…

Terza cosa: il diametro del collo, sicuramente più ampio di quello della testa…

A completare il quadretto un abbigliamento che fa sembrare la tizia una specie di Mullah Omar senza barba (come ha suggerito simpaticamente lui).

Ci ho messo due giorni a riprendermi da quella foto… perché al di là della bruttezza del soggetto, c’era qualcosa di terribilimente fastidioso in essa; qualcosa che ancora oggi non riesco a focalizzare… forse l’arrogante consapevolezza della tipa di essere un cesso e non fare un cazzo per migliorarsi… non so…

Dopo quell’indimenticabile momento, la vidi online sempre più di rado… finchè sparì del tutto.

Ovviamente la cosa non mi preoccupava affatto, ma non volevo darle ragione… non volevo, cioé, farle pensare che avendo io appurato la sua monumentale bruttezza, adesso non avevo più intenzione di cagarmela…

Le scrissi una mail.

Con tono leggero e simpatico le chiedevo che fine avesse fatto.

Mi rispose il giorno dopo con una frase lapidaria che suonava più o meno così:

"Io ci ho una vita mia! Cosa credi? Che possa passare le mie giornate a chattare con te?"

Non ricordo se e cosa le risposi.

Oggi, a mente fredda, qui in pubblico, le dico:

MAVVAFFANCULO, MOSTRO!

Categories: autoreferenziale, personaggi

Discussion (10 commenti)

  1. eh ma io ce l’ho messa la barba!

  2. e comunque la tecnica segreta è una bella cazzata!

    :P

  3. @cape: come ti ho già detto in privato, cosa importa se è una cazzata? L’importante è che funzioni…! ;)

  4. by Oniduke

    E il Mullah Omar? Era “lei”?

  5. @Oniduke: mah! Esistono due correnti di pensiero… secondo alcuni la tipa era in realtà Osama Bin Laden…

  6. by Fran

    LOL, io mi ricordo di che zona fosse :P PP gente strana in quelle zone eh?

  7. @Fran: l’hai detto, Franozza!

  8. Grandissimo Cape, che smonta l’inutile “tecnica segreta” e, soprattutto, spara cattiverie esilaranti e spietate!

    (ma perchè a certe persone piace pensare di avere delle “tecniche” per portare la gente – in genere, le donne – a fare cose che, senza le loro doti persuasive e di intortamento, non farebbero?)

  9. Io dovrei rispondere. Dovrei. Ma mi astengo. Ho già troppa acidità di stomaco. Troppa.

  10. by Itan

    La vendetta è un piatto che si gusta freddo, e soprattutto… se è un cesso è un cesso, hai fatto bene a gridarlo al mondo!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>