scritto da velenero

inneres_augeOggi Repubblica strombazza l’anteprima esclusiva del nuovo singolo di Battiato, in cui si citano i festini dei governanti.

Sicuramente la sua vena indignata funzionava meglio ai tempi di Povera Patria; in questo caso il testo è un po’ didascalico, ma, a parte ciò, sono contento che Battiato abbia scritto una canzone con un unico e chiaro senso di lettura.

Ricordo fascistelli e forzitalici cantare Povera Patria con la mano sul cuore o altri simpaticoni, che facevano il saluto romano ogni volta che vedevano una bandiera della pace, per poi andare ai concerti di Battiato “perché lui è di destra, sai? È un anti-moderno… e poi canta in latino!”

Questioni politiche a parte, il grande problema del Franco Battiato recente, diciamo da Ferro Battuto in poi, è che il suo cantato non ha più una linea melodica: scandisce le parole sempre sulla stessa nota o ne usa un paio, negando così al suo pubblico il ritornello accattivante. Il che è un peccato, perché, dal punto di vista dell’orchestrazione e dell’arrangiamento, i suoi ultimi brani sono molto interessanti e curati.

Aspetto comunque l’uscita dell’album Inneres Auge con molta curiosità, perché contiene una reinterpretazione di brani datatissimi o pubblicati solo come b side.

scritto il ottobre 23rd, 2009 alle 13:28