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Guardate questa mossa…

26 febbraio 2007 - Author: velenero

viralRiuscire a vedere Inland Empire è stata un’impresa titanica… non tanto per il film in sè, quanto perché ogni volta che programmavo di andarci, succedeva qualcosa che me lo impediva… finalmente ieri ce l’ho fatta… l’ho fruito con una compagna di merende “ingegneressa”, capace di andare oltre alla percezione della realtà basata sul rapporto causa/effetto…

Il film dura 3 ore… particolare preoccupante… ma ho visto film che, nonostante la durata minore, erano inaffrontabili…

L’importante è farsi prendere dalle atmosfere… in questa metaforica esplorazione topografica (Inland Empire è, appunto, una regione della California) iniziata con il film precedente…
La scrittura cinematografica di Lynch è paragonabile ad un’infezione virale: parte dall’idea di girare il pilot di una serie televisiva e finisce per tirare fuori il “noir definitivo” (Mulholland Drive)… oppure, crea una surreale sit-com usando gli attori di Mulholland Drive travestiti da conigli (Rabbits, di cui posto un episodio in basso – gli altri li trovate su youtube) ma, non contento di ciò, ci gira un film intorno…

Sono d’accordo con lui quando dice che un uso così bello del digitale non si era ancora visto… ma non solo… penso che questa scelta di Lynch di usare il digitale servirà a “sdoganarlo”: con quest’opera ha dimostrato che per fare un film esteticamente bello non è necessario girare in pellicola… e che per evitare il look telenovela venezuelana basta avere un direttore della fotografia capace o dare un’aggiustatina in After Effects… guardate ed imparate, sciatti registi italiani! Quello che vi manca non sono i mezzi, ma il gusto.

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7 commenti - Categories: feticci, scaffali

Turbe d’infanzia

20 febbraio 2007 - Author: velenero

gemelliMi ero più volte ripromesso di farlo, ma non ho mai avuto l’ispirazione di scrivere un post sui miei nipoti: i due gemelli psicopatici (affettuosamente ribattezzati FacciaDiCulo e FacciaDiCazzo); lo faccio adesso, approfittando del fatto che oggi è Martedì Grasso.

Suonerà strano ma, nella mia famiglia, il Carnevale è sempre stata la festa più sentita… forse anche più del Natale… abbiamo sempre avuto il culto della mascherata…

Quand’ero bimbo, diciamo tra i 5 e i 7 anni, la mia mamma non mi faceva mancare nulla… avevo due costumi che adoravo alla follia: Batman e l’Uomo Ragno… cioé, non so se mi spiego… non solo potevo mascherarmi da icona pop, scatenando l’invidia degli altri bambini (che si ostinavano a vestirsi da Zorro e altre cagate simili)… ma mi si concedeva anche il lusso di scegliere tra due icone…

Sì, scegliere è bello, non c’è dubbio… ma la mia grande perversione nascosta era di poter indossare contemporaneamente entrambi i costumi: essere allo stesso tempo Batman e l’Uomo Ragno… cosa che, ovviamente, non ha alcun senso e che non ho mai provato a fare…

Adesso facciamo un salto in avanti di circa 25 anni…

“Complimenti, signora… sono gemelli…” dice il ginecologo a mia sorella.

Ed io da quel momento a sperare che fossero entrambi maschi… in modo che, arrivati all’età di 5 anni, avrei potuto obbligarli a vestirsi uno da Batman e uno da Uomo Ragno… realizzare, attraverso i miei nipoti, l’ossessione che aveva segnato la mia infanzia…

Sarà che le pappine omogeneizzate di oggi sono iper-proteiche, saranno le radiazioni di Chernobyl… ma i miei nipoti hanno meno di 3 anni e i costumi di Batman e Uomo Ragno gli vanno fottutamente stretti…

N.B.: chiaramente la foto è solo esemplificativa… :(

13 commenti - Categories: feticci, pleasant frapperies

Fenomenologia della bionda

23 gennaio 2007 - Author: velenero

blondInterno notte, Covo Club, Bologna.

Paco: Stasera c’è una concentrazione notevole di patatine… sto gradendo molto…

Frippy: Si vede dalla quantità di bava che hai prodotto nella mezz’ora passata a fissare quella biondina…

Paco: Biondina? Quale biondina?

Frippy: Quella lì, in fondo alla sala…

Paco: Ma quella è tinta! Sbavo solo per le bionde vere io! …e neanche per tutte…!

Frippy: Sì, come no…

Paco: Non ti ho mai enunciato la mia teoria sulla fenomenologia della bionda?

Frippy: No… perché non ci scrivi un post?

* * *

Detto, fatto.

E’ una stronzata dire che gli uomini preferiscano le bionde, almeno per quel che mi riguarda.

Anche perché esistono almeno due tipi di bionda naturale:

  • la bionda coniglio;
  • la bionda tigre.

La bionda coniglio è quel tipo di ragazza che ha il “musetto” un po’ così, gli incisivi un po’ così… è un fenotipo diffusissimo negli Stati Uniti… è, per intenderci, lo stereotipo della reginetta del liceo, della cheerleader o della pornostar con le tettone di silicone… e, di solito, è la comprovazione scientifica della credenza popolare (in verità più angloamericana che italiana) secondo cui la bionda sia scema. Mi limito a fare un unico lampante esempio di questa inutile categoria femminile: Jennie Garth, la famigerata Kelly di Beverly Hills 90710 (o qualunque altro fosse il numero civico).

La bionda tigre, come suggerisce il nome, ha dei lineamenti felini… è una donna colta, affascinante, pericolosa… e mi fa tremendamente sangue. Questo fenotipo è invece diffuso in Scandinavia, nelle repubbliche baltiche e nei paesi dell’est europeo in genere… ma, non si cada nell’errore di pensare “Ah! A Paco gli piace la russa!” (o la nordica o la slava).

No, purtroppo non è facile trovare una bionda tigre…

Potrei fare degli esempi anche di questa seconda categoria, ma sarebbe simpatico se li faceste voi nei commenti (sono graditi anche esempi dell’altra categoria)…

Postilla: e le bionde tinte? Le buttiamo via?

No!

Una donna a diritto a tingersi i capelli di biondo solo se possiede una o più delle seguenti caratteristiche:

- pelle bianchissima;

- occhi verdi, azzurri o grigi;

- corpo da pornodiva (possibilmente) non siliconata.

Per tutte le altre: restate brune, siete sicuramente più gnocche con il vostro colore naturale.

Postilla 2: se poi ci fosse una commentatrice appartenente alla categoria della bionda tigre o è una bionda tinta che possiede tutti e tre i requisiti prima elencati, può gentilmente darmene prova spedendomi una foto via email… :D

16 commenti - Categories: costumi, feticci, maschilismo

Gobba? Quale gobba?

21 dicembre 2006 - Author: velenero

a.b. normalApprofitto dell’uscita della splendida edizione “definitiva” in dvd di Frankenstein Jr. (voluta dai fans italiani), per scrivere un post che possiamo considerare una sorta di dubbio dilatato.

Buona parte dell’umorismo di questo film si basa su personaggi che dicono cose con un forte accento tedesco…

“Zì! Zìììì! EraFamo amiKetti!!!”

“Quindi aFrà anKe GROSSO SWANSTUCK!!!”

Ora… io, che molto spesso non ho niente di meglio da fare, mi sono chiesto per anni come avevano reso questa particolarità nella versione del film doppiata in tedesco (mi viene in mente, per esempio, Un pesce di nome Wanda, in cui il personaggio di Kevin Kline parla un grottesco mix di inglese ed italiano… che si è trasformato in spagnolo nell’edizione italiana).

Ogni volta che mi è capitato di avere a che fare con persone “germanofone”, è arrivato il momento della domanda fatidica:

“Come hanno adattato Young Frankenstein in tedesco?”

Risultati:

- la mia ex coinquilina tedesca F. mi ha detto di non averlo mai visto… ed è giustificata, perché è giovane.

- il mio amico svizzero tedesco N. mi ha detto di non averlo visto… e NON è giustificato, in quanto si reputa cinefilo…

- la mia amica austriaca C. mi ha dato la risposta più bella di tutte:

“L’ho visto solo una volta… ed è stato qui in Italia…!”

Tra l’altro, C. mi ha anche detto che in Austria non c’è tutto questo culto intorno al film, che si è creato invece in Italia… e, anzi, era sorpresa di vedere persone che si citavano a vicenda battute del film e poi ridevano come idioti…!

Che strano popolo che siamo…!

6 commenti - Categories: costumi, eventi, feticci, scaffali

Il culo in bocca

13 dicembre 2006 - Author: velenero

clerks 2Ieri sono finalmente riuscito a vedere Clerks 2… lo si aspettava da parecchio, ma il suo passaggio nelle sale italiane è stato più rapido dell’orgasmo di un criceto, perciò me l’ero perso… fortuna che c’è quel cinemino fuori città… quello in cui ci si arriva in groppa a un “mulo”…

In molti ne parlavano malissimo, dicevano che è in film fighetto travestito da film indipendente e cose così… io dico che Kevin Smith ha sicuramente fatto di peggio: i suoi due film totalmente sbagliati sono l’insipido Jay and Silent Bob Strike Back e l’orrido Jersey Girl… e, tenendo presente che sono i suoi due ultimi film in ordine cronologico, si poteva anche pensare che il buon Kevin si fosse ormai bruciato…

Questo Clerks 2 è una specie di ritorno alle origini… a parte i giochetti stronzi dell’incipit in bianco e nero che diventa progressivamente a colori, si percepisce una scrittura diversa e più libera rispetto a film più ambiziosi come Dogma

Vedere Dante e Randal dopo 10 anni fa un po’ impressione, ma penso che sia una cosa voluta.. c’è un filo di malinconia che pervade tutto il film, anche nelle impennate comiche più grottesche… e poi, sarà che sto invecchiando anch’io, ma la parte “romantica” del film mi ha emozionato parecchio.

Non si tratta di un film per tutti, pieno com’è di riferimenti al primo capitolo e all’universo “kevin-smithiano”… però si ride, si ride parecchio, anche in maniera sguaiata… ché ogni tanto fa bene.

Concludo con una sentenza: Rosario Dawnson è radiosa… adorabile… da batticuore… e questo è forse un gran difetto del film… nessuno spettatore avrebbe i dubbi di Dante nel dover scegliere tra una Barbie bionda tutta bacetti e cuoricini ed una ragazza vera di quelle che non stanno sul piedistallo… di quelle, per intenderci, che fanno la cacca e la pipì…

12 commenti - Categories: feticci, scaffali

Morel

29 novembre 2006 - Author: velenero

john_steinerEra uno di quei pomeriggi estivi in cui “l’aria delle cose diventava irreale”.

Gironzolavo per casa in cerca di ispirazione per impiegare in qualche modo tutto quel tempo libero che può avere un bambino di 8 anni….

Arrivai in soggiorno e vidi mia sorella Lilli che mangiava granita alla fragola guardando la tv.

“Chefffai?” chiesi con tono annoiato.

“Guardo un film…” disse Lilli senza staccare gli occhi dallo schermo.

Non lo sapevo ancora, ma stavo per fare la conoscenza di quello che sarebbe diventato uno dei miei personali cult movies.

Presi anch’io una granita dal freezer e cominciai a guardare il film; ogni tanto chiedevo spiegazioni a Lilli, perché non capivo alcuni passaggi. All’ennesima domanda, Lilli sentenziò: “Paco, hai rotto il cazzo.”

Rimasi zitto a seguire il film.

Nel corso degli anni, lo replicarono spesso sulle reti locali… ed io e Lilli, puntualmente, ad esultare:”C’è Morel!”

Nel frattempo arrivò la mia adolescenza cinefila, cominciai a documentarmi e scoprii che quel film s’intitolava L’invenzione di Morel e che era un film italiano (un film di fantascienza metafisica prodotto in Italia? Inconsueto, a dir poco!).

Man mano che crescevo andavo ad accumulare nuove informazioni su quel film: il regista si chiamava Emidio Greco, era tratto da un romanzo di uno scrittore argentino, Adolfo Bioy Casares, amico e collaboratore di Borges… e, addirittura, quel romanzo era la fonte d’ispirazione non dichiarata di quel capolavoro che è L’anno scorso a Marienbad di Alain Resnais.

Dopo anni, Ghezzi lo mandò a Fuori Orario… ed io ero lì pronto a registrarlo… finalmente avevo la MIA copia… non dovevo più stare ad aspettare le repliche sulle tv locali.

Nello stesso periodo ho comprato anche il romanzo e mi ha folgorato anche più del film, perché il sottotesto filosofico ha un’importanza maggiore rispetto alla trama (sarà che nel frattempo avevo studiato estetica…).

Comunque… se non si fosse capito, questa è una recensione sentimentale di libro e film presi in blocco; non racconto nulla della trama per non rovinare la sopresa a chi vorrà seguire questo consiglio per gli acquisti…

Il libro lo trovate qui.

Il film, di cui non esiste una versione ufficiale in dvd, ve lo potete procurare andando in “quel negozio” in groppa ad un “mulo”.

16 commenti - Categories: feticci, scaffali