<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Veliero Velenero &#187; i racconti di zio velenero</title>
	<atom:link href="http://www.velenero.net/category/i-racconti-di-zio-velenero/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.velenero.net</link>
	<description>Soffro di mal di mare</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 Feb 2012 08:35:57 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (11): Caro benzina</title>
		<link>http://www.velenero.net/2008/07/22/i-racconti-di-zio-velenero-11-caro-benzina/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2008/07/22/i-racconti-di-zio-velenero-11-caro-benzina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Jul 2008 20:32:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/?p=807</guid>
		<description><![CDATA[Non ricordo esattamente come scoprii l&#8217;esistenza delle cosiddette pompe bianche. Si tratta di distributori indipendenti di benzina che fanno pagare il carburante anche 5 o 6 centesimi in meno al litro. Decisi di documentarmi e di fare una ricerca su Google per capire se ce n&#8217;era uno qui a Bologna. Google mi rimandò verso uno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone alignleft" style="float: left;" src="http://www.velenero.net/wp-content/uploads/racconti.jpeg" alt="" />Non ricordo esattamente come scoprii l&#8217;esistenza delle cosiddette pompe bianche.</p>
<p>Si tratta di distributori indipendenti di benzina che fanno pagare il carburante anche 5 o 6 centesimi in meno al litro.</p>
<p>Decisi di documentarmi e di fare una ricerca su Google per capire se ce n&#8217;era uno qui a Bologna.</p>
<p>Google mi rimandò verso uno di quei siti per la difesa dei diritti dei consumatori, dove scaricai un pdf contenente una lista di tutte le pompe bianche d&#8217;Italia.</p>
<p>Nella zona di Bologna risultavano essercene quattro, ovviamente tutte fuori dall&#8217;area comunale; però, tutto sommato, facendo il pieno, si andava ad ammortizzare la spesa di dover andare fuori città a fare benzina.</p>
<p>Feci un rapido calcolo mentale per stabilire quale dei quattro distributori fosse il più vicino e mi avventurai  verso questa zona piena di capannoni che conoscevo poco, la classica zona industriale alla periferia di una città.</p>
<p>Proseguendo, la zona industriale diventò una strada di campagna a tutti gli effetti: campi di grano alla mia destra, campi di qualcos&#8217;altro alla mia sinistra.</p>
<p>Cominciavo a demoralizzarmi e a piangere lacrime di benzina sprecata, quando, in lontananza, vidi quella che sembrava l&#8217;insegna di un distributore di carburante.</p>
<p>Avvicinandomi ne ebbi la certezza, ma si trattava di una Q8&#8230;</p>
<p>&#8220;Ma com&#8217;è possibile? &#8211; pensai &#8211; Come può essere indipendente, se fa parte del gruppo Q8?&#8221;</p>
<p>Decido di entrare a chiedere spiegazioni.</p>
<p>Mi accosto vicino al benzinaio e chiedo: &#8220;Mi scusi&#8230; questa è una pompa bianca&#8230;?&#8221;</p>
<p>&#8220;No&#8230; &#8211; dice il benzinaio &#8211; ma se aspetta, dopo le otto di sera arriva una negra che le fa tutto quello che vuole&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2008/07/22/i-racconti-di-zio-velenero-11-caro-benzina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (10): La dieta</title>
		<link>http://www.velenero.net/2007/11/08/i-racconti-di-zio-velenero-10-la-dieta/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2007/11/08/i-racconti-di-zio-velenero-10-la-dieta/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 08:34:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/2007/11/08/i-racconti-di-zio-velenero-10-la-dieta/</guid>
		<description><![CDATA[Lei era figlia di un pezzo grosso della citt&#224;&#8230; un giudice, un avvocato, un notaio, non ricordo&#8230; Si chiamava C., ma si faceva chiamare K. perch&#233; fa pi&#249; cool&#8230; Era &#34;fidanzata&#34; con G., di un anno pi&#249; piccolo di lei&#8230; Quando hai sedici anni, certe cose fanno impressione (o, almeno, a me facevano impressione): una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="I racconti di zio Velenero" src="http://www.velenero.net/wp-content/uploads/racconti.jpeg" />Lei era figlia di un pezzo grosso della citt&agrave;&#8230; un giudice, un avvocato, un notaio, non ricordo&#8230;</p>
<p>Si chiamava C., ma si faceva chiamare K. perch&eacute; fa pi&ugrave; <em>cool</em>&#8230;</p>
<p>Era &quot;fidanzata&quot; con G., di un anno pi&ugrave; piccolo di lei&#8230;</p>
<p>Quando hai sedici anni, certe cose fanno impressione (o, almeno, a me facevano impressione): una ragazza &quot;pi&ugrave; grande&quot; (17 anni) che si mette con uno &quot;pi&ugrave; piccolo&quot; (16 anni)&#8230;</p>
<p>Anche G. era figlio di un pezzo grosso&#8230; lui e K. erano una delle tante coppiette di adolescenti che si collocavano nel giro della <em>figheria </em>della mia citt&agrave;.</p>
<p>Non credo di aver mai rivolto la parola a K., la conoscevo solo di vista&#8230;</p>
<p>G. invece lo conoscevo&#8230; era uno sprezzante figlio di puttana e mi stava pesantemente sui coglioni.</p>
<p>K., in quanto esponente della <em>figheria</em>, doveva apparire al mondo come un agglomerato di virt&ugrave; e qualit&agrave; varie: bravissima a scuola, di una bellezza acqua e sapone che non aveva bisogno di make-up, elegante e ben vestita, castamente innamorata del suo fidanzatino (che un giorno avrebbe sposato e sarebbero andati a vivere in campagna).</p>
<p>Un giorno la madre di K. not&ograve; che sua figlia stava ingrassando&#8230; la sua silouhette non era pi&ugrave; longilinea e faceva fatica ad infilarsi i jeans&#8230; quella era una cosa inconcepibile, perch&eacute; lei era un&#8217;esponente della <em>figheria</em>&#8230; mica poteva diventare una buzzicona. Decise cos&igrave; che l&#8217;avrebbe portata dalla dietologa pi&ugrave; famosa della citt&agrave;.</p>
<p>Andare da quella dietologa era pi&ugrave; o meno una moda: ci andavano tutti; in cambio di una salatissima parcella, ti preparava una dieta e, se non dimagrivi, ti riempiva d&#8217;insulti dicendo che i grassi fanno schifo e che per avere successo nella vita bisogna essere magri&#8230; quasi anoressici.</p>
<p>Madre e figlia si presentarono dalla dietologa&#8230;&nbsp; la prima spieg&ograve; che si era resa conto di questo fastidioso aumento di peso in sua figlia e che bisognava fare subito qualcosa&#8230;</p>
<p>La dietologa le disse che prima di assegnare una dieta dimagrante alla ragazza, doveva sottoporla a delle analisi di routine, per capire se per caso era diabetica o allergica a qualche cibo o cose cos&igrave;&#8230; nel giro di una settimana avrebbe avuto i risultati e, a quel punto, avrebbero potuto procedere con la dieta.</p>
<p>Dopo una settimana esatta, la dietologa telefon&ograve; a casa di K.</p>
<p>&quot;Salve signora mamma-di-K., sono la dietologa&#8230; ho qui sulla mia scrivania i risultati delle analisi di sua figlia&#8230; e c&#8217;&egrave; un piccolo incoveniente&#8230; la ragazza non sta ingrassando&#8230; &egrave; SOLO incinta.&quot;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2007/11/08/i-racconti-di-zio-velenero-10-la-dieta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (9): Alle dame del Castello piace fare solo quello</title>
		<link>http://www.velenero.net/2007/07/26/i-racconti-di-zio-velenero-9-alle-dame-del-castello-piace-fare-solo-quello/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2007/07/26/i-racconti-di-zio-velenero-9-alle-dame-del-castello-piace-fare-solo-quello/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 Jul 2007 10:53:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/2007/07/26/i-racconti-di-zio-velenero-9-alle-dame-del-castello-piace-fare-solo-quello/</guid>
		<description><![CDATA[La scorsa settimana sono stato convocato in uno dei tanti uffici del Castello. Avevo appuntamento alle 9; arrivai alle 9 meno 5 e trovai un gruppo di impiegati radunati nell&#8217;atrio, con una strana espressione sul volto. &#8220;Cosa vuole lei?&#8221; mi chiese un&#8217;impiegata. &#8220;Ho un appuntamento alle 9 con la signora B.&#8221; L&#8217;impiegata mi indicò una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" id="image236" alt="racconti" src="http://www.velenero.net/wp-content/uploads/racconti.jpeg" />La scorsa settimana sono stato convocato in uno dei tanti uffici del Castello.</p>
<p>Avevo appuntamento alle 9; arrivai alle 9 meno 5 e trovai un gruppo di impiegati radunati nell&#8217;atrio, con una strana espressione sul volto.</p>
<p>&#8220;Cosa vuole lei?&#8221; mi chiese un&#8217;impiegata.</p>
<p>&#8220;Ho un appuntamento alle 9 con la signora B.&#8221;</p>
<p>L&#8217;impiegata mi indicò una fila di sedili imbottiti dove avrei dovuto sedermi per aspettare di essere convocato.</p>
<p>Passò del tempo, durante il quale il mio sguardo si perse nella scollatura della tizia seduta di fronte a me.</p>
<p>Dopo un po&#8217; arrivarono altre due impiegate a farmi la stessa domanda della prima.</p>
<p>&#8220;Ho un appuntamento con la signora B.&#8221; dissi indicando il nome scritto sul foglio che avevo in mano.</p>
<p>&#8220;Ah&#8230; &#8211; disse una delle due &#8211; sono io&#8230; ma ci sarà da aspettare un po&#8217;&#8230;&#8221;</p>
<p>Fece una pausa durante la quale rimase con lo sguardo fisso nel vuoto.</p>
<p>&#8220;Ha capito cosa sta succedendo?&#8221; mi chiese.</p>
<p>&#8220;No&#8230;&#8221; risposi lievemente spiazzato da quella domanda.</p>
<p>&#8220;Bene&#8230; &#8211; disse con soddisfazione &#8211; &#8230;è meglio che non sappia nulla.&#8221;</p>
<p>Se ne andò, lasciandomi solo con la scollatura della tipa.</p>
<p>Passò dell&#8217;altro tempo, arrivò un&#8217;altra impiegata e mi disse che la signora B. mi aspettava nel suo ufficio.</p>
<p>Entrai e mi sedetti in una delle sedie di fronte alla scrivania della signora B.; cominciammo a parlare della pratica che dovevamo portare avanti&#8230;dopo qualche minuto la signora B. s&#8217;interruppe.</p>
<p>&#8220;Va bene&#8230; &#8211; disse con un sospiro- &#8230;glielo dico cosa sta succedendo: stamattina, negli uffici del Castello, è stato avvistato un <strong>topo</strong>&#8230; ma non un topolino&#8230; uno di quelli belli <strong>grossi</strong>&#8230;&#8221;</p>
<p>&#8220;Ah&#8230;&#8221; commentai.</p>
<p>&#8220;Ha paura&#8230;?&#8221; chiese la signora B. preoccupata.</p>
<p>&#8220;Io? No&#8230; solo delle cavallette&#8230;&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2007/07/26/i-racconti-di-zio-velenero-9-alle-dame-del-castello-piace-fare-solo-quello/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (8): La dura legge del durone</title>
		<link>http://www.velenero.net/2007/07/09/i-racconti-di-zio-velenero-8/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2007/07/09/i-racconti-di-zio-velenero-8/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 09 Jul 2007 15:50:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/2007/07/09/i-racconti-di-zio-velenero-8/</guid>
		<description><![CDATA[M. aveva da poco cambiato casa e si era trasferito in un appartamento con una splendida veduta sui colli bolognesi: affacciandosi dal suo balcone, lo sguardo si perdeva tra le forme sinuose delle colline e le varie sfumature di verde della vegetazione che le ricopriva; quasi non sembrava di essere a Bologna, subito fuori porta. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="racconti" id="image236" src="http://www.velenero.net/wp-content/uploads/racconti.jpeg" />M. aveva da poco cambiato casa e si era trasferito in un appartamento con una splendida veduta sui colli bolognesi: affacciandosi dal suo balcone, lo sguardo si perdeva tra le forme sinuose delle colline e le varie sfumature di verde della vegetazione che le ricopriva; quasi non sembrava di essere a Bologna, subito fuori porta.</p>
<p>Tutta questa meraviglia andava vissuta a pieno&#8230; decise che sarebbe andato a fare un po&#8217; di jogging alla vicina <a href="http://www.fondazionevillaghigi.it/il_parco">Villa Ghigi</a>.</p>
<p>Per essere una domenica mattina d&#8217;estate, il clima era abbastanza fresco&#8230; riusciva a correre mantenendo un buon ritmo, senza farsi infastidire dal sole o dall&#8217;afa; di tanto in tanto, la visione di un paio di gluetei femminili sodi e finemente levigati dava un valore aggiunto a quella che è già di per sè un&#8217;attivita appagante e salutare.</p>
<p>Alternava alla corsa alcuni momenti in cui si sedeva all&#8217;ombra di un albero e, dopo aver chiuso gli occhi, respirava profondamente e si godeva il silenzo.</p>
<p>Dopo circa tre ore (anche se dubito che siano state davvero 3 ore, NdV), M., zuppo di sudore ed inebriato dalle endorfine rilasciate dal suo corpo, decise di tornare a casa.</p>
<p>Arrivato nell&#8217;appartamento, dopo aver bevuto un sorso d&#8217;acqua seduto al tavolo del soggiorno, si chiuse in bagno e, fatta una pisciata liberatoria, cominciò a denudarsi. Mentre si sfilava le mutande, notò che erano macchiate di viola, più o meno in corrspondenza dell&#8217;ano.</p>
<p>Il suo unico pensiero, apocalittico e devastante, fu: <em>Oddio, sto per morire di un male incurabile! Ormai è finita.</em></p>
<p>Infilato l&#8217;accappatoio, si precipitò in soggiorno per comunicare la sciagura alla sua coinquilina A.; la trovò che stava cominciando a rassettare per fare le pulizie domenicali, capovolgendo le sedie ed appoggiandole sul tavolo.</p>
<p>&#8220;Cosa cazzo è questa?&#8221; disse A. mentre capovolgeva la sedia su cui M. si era seduto subito prima di entrare in bagno.</p>
<p>M. si avvicinò e vide che sulla sedia c&#8217;era appiccicato un <a target="_blank" href="http://vivaicavaler.it/virtuastore/index/it/catalog//a.html?sku=19796&#038;PHPSESSID=feab458169c682010511244b7ab75c0d">durone di Vignola</a> mezzo spiaccicato.</p>
<p>&#8220;Ah&#8230;! &#8211; esclamò M. con sollievo &#8211; Mi ci devo essere seduto sopra mentre ero al parco&#8230; Pensa che, un attimo fa, vedendo le mutande  macchiate di viola, mi ero convinto di essere malato terminale.&#8221;</p>
<p>&#8220;Mh&#8230; &#8211; rispose A. &#8211; se tu fossi una ragazza, ci avresti fatto l&#8217;abitudine da un bel pezzo a trovarti le mutande macchiate di viola&#8230;!&#8221;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2007/07/09/i-racconti-di-zio-velenero-8/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (7): Suonare Ziloni</title>
		<link>http://www.velenero.net/2007/04/10/i-racconti-di-zio-velenero-7-suonare-ziloni/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2007/04/10/i-racconti-di-zio-velenero-7-suonare-ziloni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 12:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/2007/04/10/i-racconti-di-zio-velenero-7-suonare-ziloni/</guid>
		<description><![CDATA[Per un certo periodo della mia vita ho vissuto di fronte ad un collegio femminile&#8230; Quanta nostalgia delle serate passate con i miei coinquilini, al buio, nascosti dietro alle tende, aspettando che una delle ragazze dimenticasse di chiudere la finestra prima di spogliarsi&#8230; Oltre a spiarle, con qualcuna avevamo anche stretto amicizia &#8220;a distanza&#8221;&#8230; si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" id="image236" alt="racconti" src="http://www.velenero.net/wp-content/uploads/racconti.jpeg" />Per un certo periodo della mia vita ho vissuto di fronte ad un collegio femminile&#8230;</p>
<p>Quanta nostalgia delle serate passate con i miei coinquilini, al buio, nascosti dietro alle tende, aspettando che una delle ragazze dimenticasse di chiudere la finestra prima di spogliarsi&#8230;</p>
<p>Oltre a spiarle, con qualcuna avevamo anche stretto amicizia &#8220;a distanza&#8221;&#8230; si comunicava da balcone a finestra, facendo attenzione a non alzare troppo la voce, ché poi si svegliavano le suore ed erano cazzi amari&#8230;</p>
<p>Intere serate a parlare di scemenze, con la speranza di organizzare un&#8217;uscita con le collegiali e circuirle con i nostri ormoni; ma loro facevano le preziose&#8230;</p>
<p>Un giorno la più spigliata del gruppo ci comunicò che, insieme ad altre ragazze, aveva deciso di lasciare il collegio per andare a vivere in appartamento; quando le chiedemmo se avevano già trovato casa, ci rispose di no&#8230; aveva appena messo un annuncio su <em>Bologna Gratis</em> ed era molto fiduciosa&#8230; sapeva che era solo questione di giorni&#8230; ore&#8230; minuti&#8230; ed il suo cellulino sarebbe stato tempestato di telefonate di proprietari di appartamenti che non vedevano l&#8217;ora di affittare il loro immobile a questo gruppo di ragazze serie e referenziate&#8230;</p>
<p>Riflettei un attimo su quest&#8217;ultimo concetto e, dentro di me, si accese l&#8217;interruttore <em>Pezzo-di-Merda</em>&#8230;<span id="more-481"></span></p>
<p>Andai in soggiorno e cominciai a sfogliare <em>Bologna Gratis</em> in cerca del loro annuncio&#8230; quando lo trovai, rimasi a studiarlo per qualche minuto&#8230; lasciai passare una mezz&#8217;oretta e poi telefonai al numero di cellulare presente nell&#8217;annuncio, badando bene a nascondere il numero del telefono fisso da cui stavo chiamando.</p>
<p>Mi risposte la Spigliata, col suo tono di voce squillante&#8230; io cominciai a simulare un fortissimo accento bolognese, parlando con un filo di voce tremolante (un pizzico di <a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parkinson">Parkinson</a> rendeva il tutto più plausibile) e mi presentai come Anselmo Ziloni&#8230;</p>
<p>&#8220;Abbiam vissuto in questa casa per cinquant&#8217;anni&#8230; ma ora la Cesira, la mia signora, sta poco bene&#8230; così il medico ci ha consigliato di trasferirci in riviera, alla casetta al mare che abbiam a Marina di Ravenna&#8230; però la Cesira non vuole che la casa di Bologna rimanga chiusa&#8230; e abbiam deciso di affitarla ad un gruppo di brave ragazze&#8230; ché coi ragazzi invece non si può mai sapere, son sporchi&#8230;&#8221;</p>
<p>La Spigliata si stava bevendo tutte le cagate che le servivo&#8230; mi chiese dov&#8217;era sito l&#8217;appartamento e quanto volevo d&#8217;affitto&#8230;</p>
<p>&#8220;Ecco, la casa si trova in Via del Pratello al n° XX e, con la Cesira, pensavamo di chiedere un affitto di XXXXXX lire&#8230; &#8211; (Non ricordo la cifra precisa, ma per un appartamento in pieno centro era davvero ridicola&#8230;) &#8211; &#8230;che forse è un po&#8217; alto&#8230; ma la casa e bella e ben tenuta&#8230;&#8221;</p>
<p>La Spigliata tratteneva a stento l&#8217;entusiasmo&#8230; una casa centralissima ad un prezzo del cazzo&#8230; cosa si potrebbe volere di più?</p>
<p>Mi chiese se e quando potevano vedere l&#8217;appartamento; le dissi che l&#8217;indomani poteva andare benissimo e, quando dovetti ripetere l&#8217;indirizzo preciso ed il cognome sul campanello,  mi assicurai che corrispondessero a quelli di una nota professionista del sesso che riceveva proprio in via del Pratello&#8230;</p>
<p>Aspettammo mezz&#8217;ora e poi ci affacciammo al balcone con fare innocente&#8230; le ragazze avevano quasi organizzato una piccola festicciola nella stanza della Spigliata&#8230; quando ci videro dall&#8217;altra parte della strada, ci comunicarono la notizia&#8230;</p>
<p>&#8220;Era un signore molto distinto&#8230; dice che l&#8217;appartamento è bellissimo&#8230; e secondo lui l&#8217;affitto è un po&#8217; alto&#8230;! Ma ci pensate???&#8221;</p>
<p>Per un attimo la Spigliata mi fece quasi pena, ma ormai avevo innsecato la bomba e non potevo fare più nulla&#8230;</p>
<p>Quando l&#8217;indomani, al posto di un signore molto distinto, ad aprir loro la porta fu un <strong>puttanone sfatto</strong>, in sottoveste e mal truccata, le ragazze non ci misero molto a capire che dietro tutta questa storia c&#8217;eravamo noi&#8230;</p>
<p>La Spigliata si affacciò alla finestra e cazziò in malo modo uno dei miei coinquilini&#8230; dopo la cazziata, né lei, né le altre ragazze, si affacciarono alle finestre, forse in segno di protesta&#8230;</p>
<p>A quel punto, mi scattò l&#8217;interruttore <em>Gentiluomo</em>&#8230; anche perché tutto questo piano malefico non era gratuito&#8230; aveva un fine&#8230;</p>
<p>Appendemmo al balcone un grande cartello in cartoncino su cui campeggiava un&#8217;unica enorme scritta: PERDONO!</p>
<p>Passarono due giorni, durante i quali, di tanto in tanto, ci affacciavamo per vedere se il nostro cartello avesse sortito un qualche tipo di effeto&#8230;</p>
<p>Nulla!</p>
<p>Ma allo scadere dei due giorni, da una finestra del collegio femminile, pendeva un cartello con scritto: IL PERDONO IN CAMBIO DI UN GELATO.</p>
<p>&#8230;ormai era fatta! Le collegiali erano cadute nella trappola.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2007/04/10/i-racconti-di-zio-velenero-7-suonare-ziloni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (6): La zingara</title>
		<link>http://www.velenero.net/2006/10/24/i-racconti-di-zio-velenero-6-la-zingara/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2006/10/24/i-racconti-di-zio-velenero-6-la-zingara/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 24 Oct 2006 10:58:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/2006/10/24/i-racconti-di-zio-velenero-6-la-zingara/</guid>
		<description><![CDATA[I&#8217;m no superstitious, I have no doubt That there&#8217;s a reason, how things turn out While things are changin&#8217; from day to day I&#8217;ll keep this feelin&#8217; with me all the way Europe &#8211; Supersticious Premessa: io non sono superstizioso&#8230; anzi, diciamo pure che le persone superstiziose mi infastidiscono alquanto&#8230; se a questo aggiungiamo la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><em><img align="left" alt="racconti" id="image236" src="http://www.velenero.net/wp-content/uploads/racconti.jpeg" />I&#8217;m no superstitious, I have no doubt<br />
That there&#8217;s a reason, how things turn out<br />
While things are changin&#8217; from day to day<br />
I&#8217;ll keep this feelin&#8217; with me all the way</em></p>
<p align="right"><strong>Europe</strong> &#8211; Supersticious</p>
<p align="left"><strong>Premessa</strong>: io non sono superstizioso&#8230; anzi, diciamo pure che le persone superstiziose mi infastidiscono alquanto&#8230; se a questo aggiungiamo la mia natura &#8216;bastiancontraria&#8217; ed il mio smodato gusto per la dissacrazione, non si dovrebbe fare fatica ad immaginarmi che passo di proposito sotto una scala ogni volta che mi si presenta l&#8217;occasione, inseguo gatti neri affinché mi attraversino la strada e rompo specchi con inusitata leggerezza.</p>
<p align="left">Era la primavera nel 1993, avevo preso la patente da qualche mese. Di tanto in tanto, riuscivo a convincere mia madre a prestarmi la sua macchina per andare a scuola, la pacheggiavo davanti alla finestra della mia classe (che stava al piano terra) ed entravo direttamente da lì&#8230; un gesto da sbruffone&#8230; ci mancava solo che dicessi:</p>
<p align="center"><em>La mia giacca di pelle di serpente rappresenta la mia individualità, è la mia fede personale nella libertà.</em><a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cuore_selvaggio">*</a></p>
<p align="left">Era una delle primissime giornate raggianti di primavera, di quelle in cui non c&#8217;è una nuvola, il cielo è di un blu compatto e si ha l&#8217;irrefrenabile istinto di arrotolare le maniche della camicia perché comincia a fare caldo.</p>
<p align="left">Davanti al portone della scuola, mentre ero ancora in macchina, vidi il Marchese. Ci bastò uno sguardo e capimmo che la pensavamo allo stesso modo: eravamo giovani, ormonati e motorizzati&#8230; non potevamo sprecare quella giornata andando a scuola. Molto meglio andare sul lungomare a fare i cretini con le <em>patatine</em> che avevano avuto la nostra stessa pensata.</p>
<p align="left">Sì, non c&#8217;erano dubbi&#8230; quella era una giornata da <em>intorto</em> spinto&#8230; ma c&#8217;è solo una cosa che, a quell&#8217;età, ha la priorità persino sulla vulva: una massiccia dose di zuccheri.</p>
<p align="left">C&#8217;era un bar in mezzo al nulla, si chiamava <em>La Cittadella</em> ed era gestito dal padre della mia amica I.; come faceva un bar in mezzo al nulla a fare affari? Semplice: faceva il gelato più fottutamente buono dell&#8217;intero universo&#8230; pochi gusti, ma incommensurabilmente buoni&#8230;</p>
<p align="left">Non ci si poteva arrivare direttamente con la macchina, era necessario fare un pezzo a piedi. Una volta arrivati in questo immenso parcheggio costruito in mezzo al nulla (una delle tante cattredrali che abbelliscono il panorama del Mezzogiorno d&#8217;Italia), il Marchese si offrì volontario di fare lui il pezzo a piedi.</p>
<p align="left">Rimasi in macchina ad ascoltare la radio e a perdermi con lo sguardo in quel cielo così limpido.</p>
<p align="left">D&#8217;un tratto, nel pacifico silenzio del nulla, tuonò una voce cantilenante:</p>
<p align="left">&#8220;Ciao bellu fijiolo&#8230; tanda gioia e tanda furtuna&#8230;&#8221;</p>
<p align="left">Era una zingara completamente vestita di nero, dall&#8217;età indefinibile, teneva nella mano sinistra un mazzetto di santini e con la destra me ne mostrava uno raffigurante Sant&#8217;Antonio da Padova.</p>
<p align="left">Velenero: Ehm&#8230; grazie&#8230;</p>
<p align="left">Zingara: Facci &#8216;n&#8217;offerta a Sand&#8217;Andonio, bellu fijiolo&#8230; ca ti porta tanda gioia e tanda furtuna&#8230;</p>
<p align="left">Velenero: Lo farei molto volentieri, ma sono uno studente&#8230; non ho soldi&#8230;</p>
<p align="left">Intanto maledicevo il Marchese per essersi offerto volontario.</p>
<p align="left">Z: Dai, nun ti fare pregà&#8230; facci &#8216;n&#8217;offerta a Sand&#8217;Andonio ca ti tiene sempre in salute e allondana tutt&#8217; le malatie&#8230;</p>
<p align="left">V: Sì&#8230; ne sono certo&#8230; ma, come le dicevo, non ho soldi&#8230; sono uno studente&#8230;</p>
<p align="left">Le invettive contro il Marchese diventavano più potenti&#8230; perché cazzo ci stava mettendo così tanto?</p>
<p align="left">Z: Vabbè&#8230; nun ci vuoi fare l&#8217;offerta a Sand&#8217;Andonio&#8230; allora damm&#8217; la mano ca ti leggo lu futuru&#8230;</p>
<p align="left">V: Guardi, la ringrazio, ma io in queste cose non ci credo&#8230; quindi&#8230; faccia come se avessi accettato&#8230;</p>
<p align="left">Z: Ma che è? Tieni paura ca ti taglio la mano? La zia è buona&#8230; la zia ti vuole tando bene e ti porta tanda gioia e tanda furtuna&#8230; facci &#8216;n&#8217;offerta a la zia, ja&#8230;!</p>
<p align="left">V: Ehm&#8230; uh&#8230; sono lusingato dall&#8217;affetto che lei nutre nei miei confronti, nonostante io sia un perfetto sconosciuto&#8230; ma, le ripeto: non ho soldi&#8230;</p>
<p align="left">Z:&#8230;</p>
<p align="left">Attimo di silenzio. E&#8217; fatta! &#8211; penso &#8211;  Adesso si leva dai coglioni!</p>
<p align="left">Z: Non ci vuoi fare &#8216;n&#8217;offerta a Sand&#8217;Andonio?</p>
<p align="left">V: no&#8230;</p>
<p align="left">Z: &#8230;</p>
<p align="left">Silenzio.</p>
<p align="left">Z: Non ci vuoi dare la mano a la zia ca te la leggo?</p>
<p align="left">V: NO.</p>
<p align="left">Z: &#8230;e allora pìglite tutta la sventura ca ci sta in questo posto! Tiè! Tiè! Tutt&#8217;a te!</p>
<p align="left">Si accompagnava con gesti delle mani, mimando l&#8217;atto di raccogliere qualcosa d&#8217;invisibile per poi gettarmelo addosso.</p>
<p align="left">Fatto ciò, si allontano con passo lento.</p>
<p align="left">Dopo qualche istante, tornò il Marchese con due coppette di gelato.</p>
<p align="left">V: Quanto cazzo ci hai messo?</p>
<p align="left">M: Non aveva il resto&#8230; ha dovuto forzare lo sportellino del videogioco che ha nel bar e mi ha dato il resto di 10000 lire in monetine&#8230;</p>
<p align="left">V: Ah&#8230;. figata! Quindi adesso ogni tuo movimento sarà accompagnato da un simpatico *<em>truc truc</em>*&#8230;!</p>
<p align="left">Mentre mangiavamo il gelato seduti in macchina, con gli sportelli spalancati e la radio a palla, raccontai al Marchese del mio incontro con la zingara.</p>
<p align="left">M: Maddài! E alla fine ti ha pure lanciato una maledizione&#8230;?</p>
<p align="left">V: Aahahahahah! Sì&#8230;! Dovevi vederla come si affannava a raccogliere tutta la sventura nell&#8217;aria per poi lanciarmela addosso&#8230;!</p>
<p align="left">M: Aahahahahah! Cazzo! Quanto avrei voluto assistere a questa scena&#8230;!</p>
<p align="left">V: Aahhahaha!</p>
<p align="left">M: Ahahahaha!</p>
<p align="left">Finito il gelato, accendo la macchina, faccio per ingranare la prima&#8230; e la leva del cambio mi rimane in mano, completamente divelta.</p>
<p align="left">
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2006/10/24/i-racconti-di-zio-velenero-6-la-zingara/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (5): Parlare a vanvera</title>
		<link>http://www.velenero.net/2006/10/13/i-racconti-di-zio-velenero-5-parlare-a-vanvera/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2006/10/13/i-racconti-di-zio-velenero-5-parlare-a-vanvera/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 13 Oct 2006 09:19:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/2006/10/13/i-racconti-di-zio-velenero-5-parlare-a-vanvera/</guid>
		<description><![CDATA[Avvertenza: rispetto al solito, in questo racconto manca la componente macabra; ma penso che sia comunque godibile. Era il 1988. L&#8217;anno in cui avevo fatto il mio debutto nel &#8220;mondo dei grandi&#8221;, cominciando a frequentare il primo anno del Liceo Scientifico. Mio padre, ex insegnate di scuola media passato da poco al sindacalismo, era convinto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="left" alt="racconti" id="image236" src="http://www.velenero.net/wp-content/uploads/racconti.jpeg" /></p>
<p><strong>Avvertenza</strong>: <em>rispetto al solito, in questo racconto manca la componente macabra; ma penso che sia comunque godibile.</em></p>
<p>Era il 1988. L&#8217;anno in cui avevo fatto il mio debutto nel &#8220;mondo dei grandi&#8221;, cominciando a frequentare il primo anno del Liceo Scientifico.</p>
<p>Mio padre, ex insegnate di scuola media passato da poco al sindacalismo, era convinto di farmi cosa gradita aspettandomi all&#8217;uscita di scuola per riaccompagnarmi a casa in macchina&#8230; in realtà non sapeva di precludermi la possibilità di stringere legami extra scolastici con le mie compagnucce colorate ed abbondantemente ormonate&#8230; ma, vabbè, glielo avrei fatto notare di lì a poco&#8230;</p>
<p>Una mattina, era davanti al portone, aspettando che io uscissi e lì, accanto a lui, vide un suo ex collega, insegnante di francese.</p>
<p>Babbo Velenero: Ciao carissimo&#8230; (mio padre fa sempre fatica a ricordare i nomi, quindi chiama tutti &#8216;carissimo&#8217;)<br />
ex Collega: Oh! Ciao&#8230;! Che ci fai qui?</p>
<p>BV: Aspetto mio figlio&#8230; e tu?</p>
<p>eC: Aspetto mia moglie, che insegna qui&#8230;</p>
<p>Classico attimo di silenzio, tipico di due persone che non hanno un cazzo da dirsi; poi l&#8217;ex Collega se ne esce con una domanda da primo premio alla <em>Fiera della Banalità</em>.</p>
<p>eC: &#8230;e come va tuo figlio a scuola?</p>
<p>BV: Mah&#8230; nel complesso bene&#8230; non è che si sprechi più di tanto, ma ha la sufficienza in quasi tutte le materie&#8230; tutte tranne matematica&#8230;</p>
<p>eC: Ah sì?</p>
<p>BV: Sì, ma non è colpa sua&#8230; è che gli è capitata quest&#8217;idiota come professoressa&#8230; una vera incapace&#8230; pensa che non è neanche laureata in matematica, ma in farmacia&#8230; dimmi tu se è normale che una laureata in farmacia insegni matematica in un Liceo Scientifico&#8230;!</p>
<p>eC: Ma&#8230; veramente&#8230; temo proprio che stiamo parlando di mia moglie&#8230;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2006/10/13/i-racconti-di-zio-velenero-5-parlare-a-vanvera/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>12</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I racconti di zio Velenero (4): Occhi verdi</title>
		<link>http://www.velenero.net/2006/08/29/i-racconti-di-zio-velenero-4-occhi-verdi/</link>
		<comments>http://www.velenero.net/2006/08/29/i-racconti-di-zio-velenero-4-occhi-verdi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 29 Aug 2006 07:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>velenero</dc:creator>
				<category><![CDATA[i racconti di zio velenero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.velenero.net/2006/08/29/i-racconti-di-zio-velenero-4-occhi-verdi/</guid>
		<description><![CDATA[Il mio amico FM è un personaggio particolarissimo: è nato a Northampton (UK) e lì ha vissuto fino alletà di dieci anni, dopodiché la sua famiglia si è trasferita nel profondo sud dellItalia; ciò significa che FM ha una padronanza dei dialetti superiore a quella delle lingue inglese e italiano.FM ha interrotto i suoi studi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><img align="left" alt="ziovel" src="http://files.splinder.com/258bb0120fb214cd8e7ff695fec02d64.jpeg" />Il mio amico FM è un personaggio particolarissimo: è nato a Northampton (UK) e lì ha vissuto fino alletà di dieci anni, dopodiché la sua famiglia si è trasferita nel profondo sud dellItalia; ciò significa che FM ha una padronanza dei dialetti superiore a quella delle lingue inglese e italiano.FM ha interrotto i suoi studi dopo la licenza media, ciò nonostante è una persona coltissima (alla faccia di chi bada ai titoli di studio) ed informatissima e ha deciso di lavorare nel campo delledilizia; prima che decidesse di stabilirsi definitivamente a Bologna, il suo lavoro lo ha spesso portato in giro per lItalia.</div>
<div align="justify">Non ricordo dove fosse precisamente in quel periodo, diciamo Vicenza&#8230; lì conobbe una ragazza carinissima (che per comodità chiameremo OdV) con due magnetici occhi verdi ed un lieve strabismo che la rendeva ancora più affascinante&#8230; si frequentarono per un po e le cose sembravano andare benissimo.Una sera andarono in un club a ballare, dopo un po decisero di farsi una &#8220;sigarettina condita&#8221;&#8230; alla terza aspirata, la testa di FM cominciò ad essere leggera e a vagare&#8230; iniziò a fissare gli occhi verdi della sua ragazza che, sotto leffetto dell<font color="#00ff00">erbetta allegra</font>, erano ancora più magnetici&#8230;In un momento di lucidità si rese però conto che quello sguardo aveva qualcosa di strano&#8230;</p>
<p>FM: Tesoro&#8230; ma coshai agli occhi?</p>
<p>OdV: Agli occhi? Nulla!</p>
<p>Aveva risposto in maniera troppo nervosa e meccanica, FM cominciò a preoccuparsi&#8230;</p>
<p>FM: No, seriamente&#8230; hai qualcosa di strano agli occhi&#8230;</p>
<p>OdV: Ti ho detto che non ho nulla&#8230;</p>
<p>FM: Ma no&#8230; guarda&#8230; solo uno dei due occhi è diventato rosso&#8230; non è che stai male? Non sarebbe il caso di andare allospedale?</p>
<p>OdV: Stai tranquillo&#8230; sto benissimo&#8230;</p>
<p>FM: No, mi stai facendo preoccupare&#8230; io ti porto allospedale&#8230;</p>
<p>OdV: FM&#8230;?</p>
<p>FM: &#8230;sì?</p>
<p>OdV: La verità è che ho un occhio di vetro&#8230;</p></div>
<p><!--                --><!-- google_ad_section_end -->  <!-- google_ad_section_start --></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.velenero.net/2006/08/29/i-racconti-di-zio-velenero-4-occhi-verdi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

