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I racconti di zio Velenero (3): Lesame di montaggio

20 luglio 2006 - Author: velenero
ziovelKeletto è un mio amico di 23 o 24 anni… utilissimo a non farmi perdere contatto col mondo dei gggiovani (e soprattutto DELLE gggiovani); studia al D.A.M.S. e, di recente, si è trovato a preparare lesame di montaggio.

- Pronto? Zio Velenero…?

- Ciao piccola pustola insubrica infetta di pus…!

- Zio… sono disperato…

- Che accade…?

- Devo preparare un cortometraggio per lesame di montaggio… ho già girato a Varese delle scene con il mio amico J., poi volevo girare altre scene qui a Bologna insieme ad una mia amica… ma, pensa che cosa incredibile, quando le ho chiesto di mostrarmi le tette mentre la inquadravo con la videocamera, lei si è incazzata e mi ha stampato una manata in faccia…

- Ho capito… – dico assumendo unaria alla signor Wolf di Pulp Fiction – Vieni a casa mia, così guardo le scene che hai girato con il tuo amico J. e vediamo cosa si può fare…

* * *
Oscuro antro di zio Velenero, domenica mattina.

Keletto mi porge una cassetta miniDV; in essa sono contenute sequenze del suo amico J. che, strafatto di alcool e canne, collassa sul letto in mutande. Si addormenta, va in fase R.E.M. e si rigira nel letto toccandosi il pacco; poi si sveglia per un attimo, guarda in macchina con aria stranita e collassa nuovamente.

Guardo Keletto con aria severa.

- In un caso come questo cè solo una cosa che possiamo fare…

- Quale, zio…?

- Scaricare da internet un filmato con un transessuale…

- Un transessuale…? Sei sicuro…?

- Sì, un transessuale asiatico… perché gli asiatici sembrano più “donne” rispetto a quelli occidentali…

- E poi…?

- Dobbiamo trovare un filmato in cui un transessuale asiatico si accarezza le tette per un po e poi, di colpo, mostra il birillo… lo assembliamo alle scene che hai girato con J. in montaggio alternato: J. sogna una bella donna che si tocca, ma scopre che è un uomo e si sveglia di colpo… questo creerà il colpo di scena e tu ti sarai aggiudicato lesame di montaggio!

* * *

Mi attacco al “mulo” e scarico Femminielli thailandesi – Vol. 8 e comincio a passare in rassegna le varie sequenze, alla ricerca del “nostro” ladyboy.

- Eccolo… – dico – Questo mi sembra abbastanza convincente…

- Ma no, zio… questa ha il cazzo brutto…

Attimo di silenzio.

- Adesso vuoi dirmi che esistono anche i cazzi “belli”? Dammi una definizione di cazzo bello!

Keletto resta mortificato in silenzio, mentre io estrapolo la sequenza con il trans che ho scelto.

* * *

Inizia la fase di montaggio ed io inserisco di tutto: fuori fuoco, stacchi a taglio, dissolvenze incrociate…
Keletto mi guarda lavorare, alternando momenti in cui sghignazza ad altri in cui si fa prendere dallangoscia.

- Zio… da te, che sei più grande, mi aspetterei che frenassi le mie follie… invece, ogni volta che ti propongo qualcosa del genere, riesci sempre a renderla ancora più folle…

- Questi gesti servono a svecchiare listituzione universitaria, troppo ingessata su posizioni conservatrici… magari ci fosse stato lesame di montaggio ai tempi in cui ero studente…!

- Sì, ma ti rendi conto che questo corto verrà proiettato in sede desame…? E se il prof dovesse prenderla male?

- A quel punto ti giochi il tutto per tutto e ne fai una questione di “orgoglio gay” e altre menate simili…

- Secondo me il prof sincazza…

- Cazzi tuoi! Sei tu che vai a fare lesame, non io.

* * *

Arriva il momento di scegliere la musica… propongo senza esitazione Nightswimming dei R.E.M., Keletto approva. La musica si fonde splendidamente con le immagini.

Passiamo alla realizzazione dei titoli di testa e di coda… il corto non può che intitolarsi Fase R.E.M. – Regia di Keletto il Furioso.

Nel giro di mezzora ho confezionato il dvd, che è pronto per essere consegnato in segreteria lindomani mattina.

* * *

- Pronto Keletto? Consegnato il dvd?

- Sì, zio… e adesso mi aspetto che arrivi da un momento allaltro una telefonata del Magnifico Rettore che mi comunica di considerarmi radiato da tutte le università delluniverso.

- Ma no, Keletto… vedrai che se il prof è una persona intelligente, apprezzerà… dopo tutto, quel corto è un capolavoro.

- Se lo dici tu…

* * *

Giorno dellesame di Keletto. Ufficio di zio Velenero.

La giornata è quasi finita e a me sanguinano gli occhi per aver fissato troppo a lungo il monitor del mio pc.

Il cell mi avverte che è arrivato uno sms:

26! Il prof ha detto pure che lha divertito molto!

34 commenti - Categories: i racconti di zio velenero

I racconti di zio Velenero (2): 3 gocce damore

29 giugno 2006 - Author: velenero
ziovelA. è un mio ex coinquilino, ma non uno qualunque: ha vinto la "Palma doro per il miglior coinquilino" per diversi anni consecutivi; per cause di forza maggiore, decise di andare a vivere con la ragazza che frequentava in quel periodo: S.

S., che io e M. avevamo affettuosamente ribattezzato Misery, aveva una visione del rapporto di coppia molto "originale": A. non poteva studiare, uscire una sera con gli amici, parlare al telefono con i suoi genitori o qualunque altra cosa, perché era tutto tempo che sottraeva a lei.

S. aveva una coinquilina, G., studentessa di medicina… tra A. e G. cera una forte tensione sessuale, che si concretizzò una sera in cui entrambi studiavano in cucina, mentre S. era via.

Dopo le "fatiche dellamore", A. confessò a G. che era esasperato dal comportamento (p)ossessivo di S.; aveva provato a parlarle e a farla ragionare, ma non aveva ottenuto nulla.

"E che problema cè…? – disse G. – Tu, da domani, le metti 3 gocce di sonnifero nellacqua e ricominci a viverti la tua vita."

A. sembrava rinato: ricominciò ad uscire la sera, a frequentare i vecchi amici (tranne le sere in cui faceva le porcate con G., mentre nellaltra stanza S. se la dormiva alla grande).

"Non so cosè che mi prende ultimamente… – disse una volta S. – Ogni sera, ad una certa ora, mi si chiudono gli occhi dal sonno… è come se fossi drogata…"

Inizilamente A. viveva questa situazione con un certo senso di colpa… ma, una volta fatta labitudine al sapore della libertà, non se ne preoccupò più di tanto.

"Stasera ho voglia di fare porcate – disse G. – Hai già messo le "3 gocce damore" nel bicchiere di S.?"

"No… provvedo immediatamente!" rispose A.

Andò in bagno, aprì larmadietto dei medicinali e, a causa di un malaugurato momento di distrazione, invece della boccetta del sonnifero, prese quella del Guttalax.

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I racconti di zio Velenero (1): Visita al cimitero della Certosa

16 giugno 2006 - Author: velenero

Inauguro questa nuova rubrica aperiodica in cui narrerò storie grottesche e raccapriccianti, dimostrando che spesso la realtà può essere più bizzarra della fantasia.

Due delle persone a cui voglio più bene al mondo e che più stimo sul piano umano ed artistico sono M. e M.; stanno insieme da ormai tre anni e, nonostante vivano in città diverse (o forse proprio per questo), la passione che li lega è sempre forte, proprio com’era quando si erano appena conosciuti.

Era da pochi mesi che si erano messi insieme e M(lei) venne a passare un fine settimana a Bologna da M(lui).
M(lei) è una ragazza gotica, ma non è una di quelle stronzette depresse che se la tirano andando in giro con aria teatrale… no, è una ragazza molto allegra e con uno spiccato senso dell’umorismo; una delle sue passioni è quella di visitare i cimiteri… Non fate quella faccia! Ci sono cimiteri come il Pere Lachaise di Parigi che sono dei capolavori di architettura e di scultura!

Comunque… M(lei) chiese a M(lui) se potevano andare a visitare il cimitero della Certosa e M(lui) che, nonostante la ruvida scorza da duro, sarebbe disposto a fare qualunque cosa pur di fare felice la sua bambolina gotica, accettò.

Passarono uno splendido pomeriggio tra lapidi, tombe monumentali, cappelle decorate e statue di angeli o della Morte… ma, ad una certa ora, i pancini di entrambi cominciarono a brontolare per la fame…

M(lui): Oh… io c’ho fame…

M(lei): Sì… anch’io… che facciamo? Torniamo a casa?

M(lui): Sniff… sniff… se le mie papille olfattive non m’ingannano, in zona ci dev’essere un piadinaro… sento distintamente il profumo di salsiccia arrosto…

M(lei): M(lui)… ma io sono vegetariana…

M(lui): mbè? ti fai fare un bel paninone con le verdure saltate alla piastra… io invece dimostrerò a quel povero maiale che è stato macellato per una giusta causa…!

M(lei): Va bene… ma dove sarà il piadinaro…?

M(lui): Fatti guidare dal mio olfatto, baby!

Seguirono la scia di profumo che si faceva sempre più intensa… sempre più intensa… finché si ritrovarono davanti al forno crematorio del cimitero.

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