Da quanto sono il fortunato possessore di un Archos 101, sono prepotentemente entrato nel fantastico mondo degli ebooks…
Ieri sera mi è venuta voglia di leggere Le avventure di Tom Sawyer di Mark Twain e riesco a trovarlo (legalmente e gratis) su questo sito.
Il sito ti fa scaricare gli ebooks a patto che tu prima ti iscriva… vabbè, ci sta…
Dopo essermi iscritto e aver scaricato il libro che volevo, mi viene la curiosità di sbriciare tra i libri a pagamento… vedo la categoria “Cinema” e mi immagino di trovare qualche bel saggio di critica cinematografica…
Invece, mi appare sullo schermo questa lista:
- Scrivere sceneggiature di successo di Giuseppe Zaccaria (Prezzo: € 34.00 + iva)
- Scrivere un campione d’incassi di Giuseppe Zaccaria (Prezzo: € 24.00 + iva)
- Scrivere un film d’autore di Giuseppe Zaccaria (Prezzo: € 24.00 + iva)
- Scrivere un horror di Giuseppe Zaccaria (Prezzo: € 24.00 + iva)
- Scrivere una commedia di successo di Giuseppe Zaccaria (Prezzo: € 24.00 + iva)
Lungi da me il voler svilire il lavoro altrui, ma una serie di domande si sono fatte strada nella mia testa:
- Chi cazzo è Giuseppe Zaccaria? (Diciamo che avendo bazzicato quell’ambiente lì, qualche nome di chi scrive di cinema lo conosco… ma il suo no! Ho googlato e ho trovati diversi Giuseppi Zaccarii… ma nessuno scrive di cinema…)
- Di solito si dice che i prezzi alti del libri sono dovuti al costo della carta, allora perché un ebook deve costare 24 euri più IVA (se non addirittura 34 euri!)?
- Se ‘sto Giuseppe Zaccaria sa come si scrivono sceneggiature di successo, perché scrive invece manuali? Perché non è ad Hollywood a dare ossigeno alla boccheggiante industria cinematografica americana?
- È proprio vero allora che chi sa fa e chi non sa insegna (o scrive manuali)?
Gentile Rosario Fiorello,
non mi sono mai considerato un suo ammiratore, ma ho avuto modo di seguirLa molto (a causa di colleghi che, in ufficio, durante l’orario lavorativo, ascoltavano la Sua trasmissione in radio col volume a palla).
Volevo chiederLe una cosa…
Quando la sera Lei va a letto, spegne la luce e rimane solo con se stesso, ha qualche rimorso per aver reso simpatico agli italiani un fascista come Ignazio La Russa o semplicemente riesce a prendere immediatamente sonno e si mette a sognare di fare uno sketch con Mike Bongiorno?
Ma soprattutto, perché non chiede al ministro La Russa di avere un qualche tipo di remunerazione per l’enorme servizio resogli?
Cordialmente,
Paco Velenero
Un mio collega mi offre una liquirizia, dice che sono speciali, che vengono dall’Olanda.
Ne prendo una e, quando la metto in bocca, mi rendo conto che non è ricoperta di granelli di zucchero… ma di sale!
“Cazzo! Sono salate…!” dico al collega.
“Sì… sai… sono cose per intenditori… – dice lui – avrei dovuto offrirtene una normale…”
Decido di prenderne una normale e, prima di mangiarla, la annuso (non so nemmeno io perché…) e mi sembra di annusare il culo di una mucca…
Esce fuori che quelle sono le Salmiakriksen, caramelle al cloruro di ammonio, che viene solitamente usato per aromatizzare le caramelle alla liquirizia…
In pratica, si tratta la polverina bianca che si forma sulle pareti e sul soffitto di una stanza quando bruci feci di cammello…
Quello che mi chiedo è: a chi non è mai venuto l’irrefrenabile impulso di bruciare feci di cammello in una stanza chiusa?
Qua in Germania c’è un livello di fiducia nel prossimo, che a noi italiani ci lascia increduli.
Tipo che quando il postino viene a casa a consegnarti un pacco e non ti trova, può decidere a sua discrezione se lasciarti la cartolina con cui tu il giorno dopo vai all’ufficio postale a ritirare la tua roba, oppure se (lo giuro!) lasciare il pacco ad un vicino di casa (un perfetto estraneo), il quale si prenderà cura del tuo pacco finché non vai a recuperarlo.
Ora, uno che ha fatto tanti ordini su Amazon o Ebay come me, può diventare davvero la persona più odiata di tutto il vicinato.
Tanto che i vicini hanno chiaramente detto alla regazzina che non prenderanno mai più in consegna pacchi diretti a noi.
A me la cosa non è che dispiaccia più di tanto: piuttosto che dover andare a bussare alla porta di estranei per riprendere la mia roba, preferisco sempre e comunque andarmi a fare una passeggiata fino all’ufficio postale; se non fosse che non sempre riesco ad essere lì prima dell’orario di chiusura…
A risolvere questo problema ci hanno pensato le Poste Tedesche, che si sono inventate un servizio che si chiama Packstation. Immaginate un cabinone delle dimensioni di quei cessi a gettoni che avete visto l’ultima volta che siete stati un posto civile; solo che invece di avere una grande porta, ha tanti piccoli sportellini e un display con una tastiera.
Voi riempite un modulo e loro vi mandano una tessera tipo bancomat, da quel momento in poi, quando comprate qualcosa su internet, invece di dare l’indirizzo di casa, indicate il numero di una delle tante Packstationen dislocate capillarmente in tutta la città e le Poste Tedesche vi avvertono (con una mail o un sms) quando il pacco è arrivato; poi voi andate lì (a qualunque ora del giorno o della notte), inserite il bancomat, digitate il pin e, come per magia, si apre la porticina che contiene il vostro pacchetto.
Non è meraviglioso?
Ah… dimenticavo… questo servizio non solo è gratuito, ma più pacchi ti fai spedire al Packstation invece che a casa e più accumuli punti che poi puoi convertire in regali.
Le Poste Tedesche sono contente perché non devono più venire fino a casa (e quindi risparmiano benzina), i miei vicini (che il diavolo se li inculi!) sono contenti perché non devono più fare da balia ai miei pacchi e io non devo farmi più delle corse all’ufficio postale sperando di arrivare prima dell’orario di chiusura.
Ricordo perfettamente di aver fatto una puntata dedicata alla musica da film, ma non riesco a trovarne traccia…
Quindi, facciamo finta che non sia mai stata fatta e la facciamo stasera!
Stasera, lunedì 10 gennaio 2011, alle ore 21.00 su RadioNation1.
Come ascoltarci?
Aprendo questo link con il vostro player multimediale o, semplicemente, aprendo la home page di questo blog o, ancora più semplicemente, usando l’agile playerino volante.
Come comunicare con noi durante la diretta?
- via Gtalk o GMail: velenero(chiocciola)gmail(punto)com
- sul nuovo chan dedicato #RadioNation1, raggiungibile via web da qui, oppure tramite un client IRC da qui;
- oppure scrivendo o telefonando al mio contatto Skype.
Premetto che a me il cinema di James Cameron non piace, troppo ipertrofico e alla costante ricerca di effetti fini a se stessi.
Ecco, detto ciò, voglio dire che sono contento di non vivere più in un paese in cui Checco Zalone (distribuito da Medusa) batte Avatar.
… se lo semo levato dai cojoni!
Faceva strano anche a voi dire “gli anni duemila” per riferirsi al decennio appena passato?
A me mi ha sempre messo a disagio… lungo e cacofonico…
Ma adesso possiamo rasserenanrci e parlare degli anni dieci (o anni 10? boh…)
Oggi va in onda una puntaticchia di Aladar che celebrerà questo decennio buffo e inquietante, scandito dalle canzoni più belle (e più brutte) prodotte tra il 2000 e il 2010.
Stasera, lunedì 3 gennaio 2011, alle ore 21.00 su RadioNation1.
Come ascoltarci?
Aprendo questo link con il vostro player multimediale o, semplicemente, aprendo la home page di questo blog o, ancora più semplicemente, usando l’agile playerino volante.
Come comunicare con noi durante la diretta?
- via Gtalk o GMail: velenero(chiocciola)gmail(punto)com
- sul nuovo chan dedicato #RadioNation1, raggiungibile via web da qui, oppure tramite un client IRC da qui;
- oppure scrivendo o telefonando al mio contatto Skype.


